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2016-2017

L'editoriale del Presidente del Viola Club Sansepolcro

LUNEDÌ 27 FEBBRAIO 2017 - Ore 15:00
VIOLA CLUB



Cari Amici Soci,

al fischio finale, il centinaio di tifosi del Borussia M. seduti in tribuna intorno a me si sono alzati e hanno intonato un coro a braccia levate, facendo eco agli altri quattromila rinchiusi nel settore ospiti, che, per tutta la gara, non hanno mai smesso di incitare la propria squadra, soprattutto quando stavano perdendo 2-0, con cori e grida, che hanno soverchiato di gran lunga il tifo dei quasi trentamila tifosi Viola presenti.

Mentre scendevo sconsolato i gradoni della tribuna, mi sono soffermato a guardarli e li ho invidiati.

Mi è tornato in mente il finale di partita di una settimana prima a Mönchengladbach (Germania), quando, insieme con l’amico nonché vice presidente del Viola Club Sansepolcro Gianni Bergamaschi, uscendo dallo “Stadion im Borussia-Park” di Mönchengladbach, eravamo tutti raggianti per la vittoria “strappata” a questa squadra della Bunden League che avevamo capito essere superiore a noi, ma che, aiutati dalla fortuna e da un goal da antologia di Bernardeschi, eravamo riusciti a battere per uno a zero e che, il giovedì successivo avremmo ospitato a Firenze.

Dopo l’uscita dallo stadio del Borussia M., una serie di torpedoni/navetta ci hanno portati in centro gratuitamente, insieme con gli altri tifosi locali.

Qui, Gianni e io ci siamo messi a cercare un ristorante dove poter cenare, ma in questa cittadina di 260.000 abitanti sembra che vadano tutti a dormire alle dieci di sera.

Ci siamo fatti quasi due chilometri a piedi prima di trovare un locale con le luci accese e con dentro gente ai tavoli che stavano cenando, ma quando abbiamo provato a entrare la porta era già stata chiusa a chiave e il cameriere, da dentro ci ha fatto capire che oramai la cucina era già chiusa.

Mentre sconsolati ci stavamo allontanando alla ricerca quasi disperata di qualcos’altro, ci siamo sentiti chiamare dal cuoco del ristorante, che, riaprendo la porta, ci ha detto: “Italiani? . . .

Per voi la cucina è sempre aperta!”

Il cuoco, italiano anche lui, ci ha cucinato delle linguine aglio, olio e peperoncino alla parmigiana, condendo il tutto dentro una forma di parmigiano scavata e grattando dalla parete della stessa scaglie di pamigiano sopra le linguine stesse che, con l’aggiunta di pinoli, ci ha servite calde e abbondanti.

Poi mi si è avvicinato e, sottovoce, dando un’occhiata intorno agli altri tavoli, dove ancora erano seduti alcuni tedeschi che avevano terminato da poco di cenare, mi ha chiesto: “Come abbiamo giocato?” “Non bene!” Gli ho risposto. “Ma abbiamo vinto”. Ho aggiunto.

Mi ha stretto un braccio e mi ha sussurrato: “L’inportate è aver vinto! Questi crucchi sono una squadra tosta: quest’anno ancora non avevano mai perso in casa; ma non è finita, mi raccomando giovedì prossimo a Firenze!”

Poi mi ha raccontato che ha una sorella, che vive a Pontassieve e che anche lui ci aveva vissuto per qualche anno e, la domenica, andava sempre a Firenze a vedere la Fiorentina al tempo in cui ci giocava Gabriel Batistuta.

Dopo un paio di bicchieri di birra e una buona porzione di tiramisù, Gianni e io abbiamo salutato l’amico cuoco e siamo rientrati in hotel.

Il mattino dopo, siamo rientrati in treno a Düsseldorf e, prima di raggiungere l’aeroporto per il rientro in Italia, abbiamo fatto un po’ di turismo nel centro di questa città extracircondariale della Germania, capitale del Land della Renania Settentrionale-Vestfalia, di circa 600.000 abitanti.

Alle 14:30 siamo saliti nel solito aereo della Air Berlin, non molto grande e con due piccole eliche che, già all’andata, aveva fatto esclamare ad altri tifosi Viola, saliti con noi: “Oh ragazzi! E se ci va bene stavolta, siamo a posto!”

Già 40 ore dopo il rientro a Bologna e quindi a Sansepolcro, ero nel pullman che mi portava a Milano per la gara di Campionato Milan - Fiorentina della domenica sera.

Sono rientrato il lunedì mattina alle 06:00 per poi trasferirmi, due giorni dopo, a Firenze per la partita di giovedì sera di Europa League di ritorno col Borussia M.

Sono tuttora a Firenze, dove sono rimasto in attesa della partita di campionato: Fiorentina - Torino di lunedì sera.

Che dire della situazione fino ad oggi?

C’è di che essere incazzati con tutti: Società-Corvino-allenatore-gicatori.

Il perché lo sappiamo tutti: la Società non sa e non vuole gestire la Fiorentina come una squadra di calcio, bensì come una delle aziende del proprio gruppo, che non deve rimettere soldi, ma che deve chiudere il bilancio possibilmente in attivo; quindi: niente cuore, niente passione, niente tifo, ma solo freddi calcoli economici.

Pantaleo Corvino sta coi frati, zappa l’orto e passa a riscuotere lo stipendio.

Se ne guarda bene dal dire quello che pensa altrimenti sa che lo leveranno dai coglioni un’altra volta.

L’allenatore è un ex gobbo che non ha le palle per andarsene e resta qui a fare i dispetti alla Società e ai tifosi, facendo giocare i calciatori fuori ruolo, inventandosi sostituzioni sbagliate, formazioni cervellotiche, tenendo in pachina chi dovrebbe giocare e facendo giocare chi dovrebbe stare, non in panchina, bensì in tribuna.

I giocatori, anche quelli che un tempo erano stati i punti di riferimento della squadra, oggi non s’impegnano più e forse sognano trasferimenti in altre squadre.

Fatta eccezione per Davide Astori, Federico Benardeschi, Federico Chiesa, Nikola Kalinic, forse Matías Vecino Falero e ancora un po’ Borja Valero Iglesias, gli altri è meglio perderli che trovarli.

Siamo in mano a degli incapaci/incoscienti: Proprietà-Corvino-Sousa-giocatori, che non sanno cosa sia e come si gestisca una squadra di calcio e soprattutto non si rendono conto di cosa sia la Fiorentina e cosa rappresenti questa squadra per i propri tifosi e per Firenze.

Cosa penso di fare?

Presto detto!

Ho già acquistato il biglietto per la prossima trasferta di Campionato: Atalanta Bergamasca Calcio - ACF Fiorentina di domenica 05 marzo 2017 alle ore 12:30.

Quindi, domenica prossima, mi alzerò alle tre di notte, partirò, in pullman, da Sansepolcro alle 04:00 per essere a Firenze alle 06:00 e ripartire da lì alle 06:30 per potermi trovare a Bergamo in tempo per assistere alla partita delle 12:30 allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia.

Chi me lo fa fare?

Solo un “gobbo” di merda potrebbe rivolgermi questa domanda, non certo un tifoso Viola.

Purtroppo, ci sono in giro troppi tifosi della “Fiorentina che vince” e non tifosi della “Fiorentina!”

Io sono amareggiato, schifito e deluso più di ogni altro, per la situazione attuale che stiamo vivendo e, dato che ci spendo anche qualche soldino per fare il tifo per la Fiorentina, per seguirla e sostenerla ovunque, se permettete mi girano le palle più a buon diritto di ogni altro; ma tutto questo un giorno si sistemerà, ci sarà un’altra Proprietà, un altro allenatore, altri giocatori e torneranno ancora momenti di gioia e di soddisfazione per noi tifosi Viola.

Nell’ attesa cosa dovrei fare?

Smettere di tifare Fiorentina? Chiudere il Viola club? Mettermi a fare il tifo per un’altra squadra?

La proprietà, i dirigenti, l’allenatore, i giocatori, non sono tifosi della Viola; tutti loro si trovano “momentaneamente” ad aver a che fare con la Fiorentina solo per una questione di convenienza economica/finanziaria.

Solo i tifosi, quelli veri, saranno sempre qui a sostenere questa maglia, perché non ci si può togliere la pelle e, per noi tifosi, questa maglia Viola è la nostra seconda pelle; e non ci sono sacrifici, soldi, fatica, classifiche disastrose, eliminazioni da coppe, che possano minimamemnte e per un solo istante far vacillare o mettere in dubbio la nostra fede e il nostro attaccamento a questa maglia, a questi colori, alla Fiorentina!

Non so se siete appassionati di teatro, ma c’è una frase che Eduardo De Filippo fa dire al protagonista della sua commedia “Napoli milionaria” che, secondo me, calza a pennello con il momento che sta vivendo la nostra Viola e tutti noi tifosi ed è la seguente: “Ha da passà 'a nuttata”.

Un abbraccio a tutti Voi,

Viola Club Sansepolcro

il Presidente:

Fabio Chimenti





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