VIOLA, È MANCATA LA LUCIDITÀ!

VIOLA, È MANCATA LA LUCIDITÀ!

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Sarebbe potuta anche andare diversamente. E forse, per quel che si è visto in campo, la Fiorentina avrebbe meritato qualcosa in più. Perché il primo tempo è stato molto buono, forse addirittura ottimo, fino all’episodio del rigore, delle due parate di Dragowski e la rete di Lozano - che regolamento alla mano può starci ma non sarebbe stato assolutamente scandaloso annullare per carica sul portiere. Dopodiché, la partita è cambiata. O meglio, la Fiorentina si è un po’ persa. Ha perduto sicurezze e soprattutto lucidità. Nella ripresa, a fronte di un Napoli che ha controllato e ha avuto le occasioni per far male alla Viola, i ragazzi di Italiano sono sembrati stanchi, appannati. Hanno dato tutto quel che avevano, su questo non ci sono dubbi, ma dando l’impressione che mancasse qualcosa. La lucidità, appunto.

Sarebbe delittuoso però, adesso, essere troppo critici. Col gruppo e con i singoli. Il Napoli è di un’altra categoria, fa un altro campionato, ha una profondità e qualità di rosa che la Fiorentina neanche si sogna di avere. La sconfitta perciò ci sta, rientra nelle logiche di questo momento storico. L’importante, dal punto di vista almeno di chi scrive, è essere usciti ancora una volta a testa alta, senza snaturarsi, cercando di proporre calcio. Così si cresce, non certo raccogliendo un punticino con le barricate.

C’è tanto da lavorare, e lo sapevamo. Italiano deve acquisire esperienza, e con lui i suoi ragazzi. Perché anche ieri sera si sono visti tanti, troppi errori. Tante, troppe ingenuità. La squadra deve imparare a gestire le energie e le gare, capire quando sprintare e quando rifiatare. Serve tempo, a loro, e pazienza, da parte di tifosi e media. Intanto godiamoci una classifica che, ad agosto, neanche un folle avrebbe creduto possibile alla sosta di ottobre. La Fiorentina è quinta, ha messo dietro Lazio, Juventus e Atalanta, e il calendario fin qui non è stato sicuramente in discesa. Ragion per cui è legittimo guardare il prossimo futuro con ottimismo. Ragionando e lavorando su ciò che non va (Callejon, Kokorin, Vlahovic servito poco e male, la difesa che subisce troppi gol...), ma con ottimismo. Perché la strada è lunga, ma tracciata.

Articolo di Giacomo Cialdi

(foto di ACF Fiorentina)