VIOLA, BELLA VITTORIA. E UN CHIESA DEVASTANTE

VIOLA, BELLA VITTORIA. E UN CHIESA DEVASTANTE

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A giudicare dal primo tempo, si aveva l’impressione fosse la solita Fiorentina lenta e soporifera, nella classica gara bloccata e che si sarebbe decisa soltanto con un episodio. Invece la ripresa ha regalato qualche emozione ai tifosi, con la Viola più viva e brillante, soprattutto nell’uomo più rappresentativo - Ribery era in tribuna -, ovvero Federico Chiesa. Il numero 25 ha voluto dimostrare ai tanti detrattori le sue qualità con una tripletta - i gol quest’anno sono 10 - e, in generale, con una prestazione fatta di corsa e volontà. E un bel sorriso stampato sul volto, che non fa mai male. Finalmente, un Chiesa in grande spolvero. E verrebbe da dire che se quello di stasera è la versione autentica, conviene tenerselo stretto.

Ancora una volta Iachini ha blindato la difesa, il centrocampo ha funzionato ed è stata centrata la vittoria nell’ultima gara casalinga. Ciò che serviva per riacquisire un po’ di autostima dopo che a Roma, al di là dell’episodio del rigore a favore dei giallorossi, si è vista pochissima Fiorentina. Adesso non rimane che chiudere la stagione nel migliore dei modi domenica (ore 18) a Ferrara. Una gara da onorare, e da vincere. Dopodiché, finalmente, si potrà archiviare questa strana annata e pensare alla prossima. Con l’obiettivo di tornare in Europa, come detto più volte. Ma attenzione, che crescono di ora in ora le chance di Iachini di essere riconfermato. Il che sarebbe clamoroso, dopo tutti i nomi di allenatori apparsi su giornali e siti in queste settimane e una parte consistente di tifoseria che non vede in Beppe la guida adeguata per una Fiorentina ambiziosa. Ma Rocco Commisso sembra spingere in questa direzione, per il buon lavoro svolto dall’attuale mister e per la stranezza di questo momento storico che vedrà pochissimo tempo per pianificare la prossima stagione. Staremo a vedere.

Articolo di Giacomo Cialdi