UN ALTRO SPETTACOLO INDEGNO. LA SERIE B...

UN ALTRO SPETTACOLO INDEGNO. LA SERIE B...

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Arrivati a questo punto, diventa quasi difficile commentare. Per alcuni addirittura superfluo. Perché la Fiorentina vista ieri è stata qualcosa che mai avremmo voluto vedere, al netto dell’evidente superiorità dell’Atalanta: impaurita, rinunciataria, senz’anima, spenta nel cuore e nella testa. Un tiro in porta vero in 90’, con il solo Dragowski a salvarsi. Una formazione che, a vederla così, non può che scendere ancora nell’abisso che porta a scenari ai quali neanche vogliamo pensare. Perdere a Bergamo, di questi tempi, può starci, ma come sempre contano le modalità: era auspicabile e doveroso scendere in campo diversamente, con un’altra grinta, un’altra voglia, un altro atteggiamento - e qui c’entra anche Prandelli, perché presentarsi per non prenderne spesso si dimostra il modo più semplice per buscarne. E se è evidente che la Fiorentina sta pagando scelte errate di cui parliamo di settimane (dalla conferma di Iachini che ha innestato una serie di dinamiche, all’assenza in rosa di un attaccante d’esperienza, passando per la cessione del giocatore più forte l’ultimo giorno di mercato...), è altrettanto lampante che questo gruppo non è tanto scarso da occupare quella posizione. E viene facile pensare che questi ragazzi non si rendano conto della situazione, non abbiano consapevolezza che là dietro la Serie B non è solo un fantasma che aleggia, bensì quasi una sentenza se la squadra non cambierà immediatamente e sensibilmente testa-gambe-cuore. Come fare? Non sta al sottoscritto indicarne le vie, lungi da me. C’è una società - infuriata! - chiamata a prendere il toro per le corna, battere i pugni sul tavolo, alzare la voce, congelare gli stipendi... il ritiro è soltanto il primo, piccolo e forse inutile, passo in questa direzione. Perché spettacoli indegni come quello di ieri (e non solo, purtroppo!) non sono più ammissibili. Per la classifica, pietosa e spaventosa, e per i tifosi, che adesso, giustamente, cominciano a non poterne veramente più. Serve una scossa vera e tempestiva per evitare un finale tragico, e a darla, come sempre, dev’essere il padrone.

Articolo di Giacomo Cialdi