UMILIATI, SENZA LOTTARE...

UMILIATI, SENZA LOTTARE...

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Non c’è superiorità degli avversari che possa spiegare il risultato di ieri allo stadio Diego Armando Maradona. Una giornata veramente da dimenticare. Un match di tennis, nel quale il Napoli ha trovato il gol con una facilità disarmante, quasi senza contraddittorio difensivo. E brucia, una umiliazione del genere, anche perché nella prima parte di gara la Fiorentina non mi era affatto dispiaciuta: Prandelli ha schierato una formazione offensiva - troppo, secondo molti -, la rete azzurra è arrivata dopo appena 4 minuti, ma la squadra ha provato a giocare, creando un paio di buone occasioni e colpendo una traversa, seppur fortuita. In quel preciso frangente, la partita sembrava poter anche girare, come accade spesso nel calcio, invece è arrivato il 2-0, al 36’, e la Viola ha perso ogni barlume di solidità difensiva, lasciando campo aperto all’avversario.

Se il risultato è pesantissimo (anche troppo severo, per ciò che si è visto in campo) e umiliante, ciò che fa rabbia è l’atteggiamento dei giocatori: possibile che in una partita in cui gli altri sembrano affondare nel burro, l’arbitro fischi la fine con zero - 0 - ammonizioni viola? Incomprensibile! Non perché si debba “picchiare come fabbri”, intendiamoci, ma perché ancora una volta questi ragazzi hanno dimostrato di possedere poca grinta, poca personalità, poca cattiveria agonistica. Di essere una squadra femmina: se il Napoli è superiore a livello tecnico, la Fiorentina deve correre più di lui e “farsi sentire”. Si può perdere, ma in un altro modo. Lottando. Invece, dopo lo 0-2, è sembrata una scampagnata tra i boschi (si veda, come esempio, l’azione di Insigne che porta al terzo gol), ed è INACCETTABILE. Specie per una squadra che deve lottare per la salvezza (qualcuno, forse, se n’è dimenticato?).

Dispiace, adesso, ripetere le stesse cose di una, due, tre settimane fa... ovvero:

1. questa squadra ha bisogno di rinforzi: veri, pronti, esperti. Fossero arrivati ieri sarebbe stato tardi, figuriamoci domani;

2. è necessario pensare partita dopo partita: sabato va in scena uno scontro diretto che la Fiorentina non può permettersi di non vincere. Per la classifica, ovviamente, ma anche per lenire, almeno in minima parte, la ferita di Napoli. Società, allenatore e giocatori devono sì chiedere scusa ma, soprattutto, devono rispondere sul campo (e sul mercato). Non c’è altra via. Serve unità, e si dovrebbero evitare processi inutili, ma è innegabile che sul banco degli imputati dei tifosi, a questo punto, ci siano tutti. E le scuse sembrano essere finite.

Articolo di Giacomo Cialdi