TUTTO LO STADIO ESULTÒ...

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Giancarlo Antognoni è stato sicuramente il calciatore più amato fra quelli che hanno indossato la maglia viola in tutta la storia della Fiorentina. L’amore che l’intera città di Firenze ha sempre manifestato nei confronti di Giancarlo si deve, oltre che alle sue eccelse capacità tecniche ed alla sua lunghissima militanza in maglia gigliata (ben quindici anni consecutivi, dal 1972 al 1987), al fatto che Antognoni “scelse” la Fiorentina sin da quando era giovanissimo, "sposando" la maglia viola anche in anni nei quali la squadra si barcamenava ordinariamente verso il centro classifica (ed anche più giù), senza manifestare mai alcun malcontento, senza giocare con il broncio, senza mai esprimere, nemmeno tacitamente, alcuna volontà di andarsene, sebbene sapesse che ben difficilmente a Firenze avrebbe vinto scudetti o coppe internazionali. Al contrario, "Antonio" era orgoglioso di giocare nella Fiorentina, di esserne l'alfiere, il capitano, e non ha mai ceduto alle sirene delle "strisciate" che gli promettevano scudetti, coppe, e guadagni miliardari. Altri tempi? Forse, ma anche, e soprattutto, altri uomini. Uno così a Firenze non poteva che essere adorato; e la riprova si ebbe la domenica 21 febbraio 1988, allorché la Viola, approfittando di una sosta internazionale, ospitò la squadra svizzera del Losanna in una partita amichevole che si disputò al “Franchi”. Nel corso dell’estate precedente "Antonio" si era trasferito, per l’appunto, al Losanna, per disputare ivi gli "spiccioli" della sua straordinaria carriera, prima di appendere le scarpette al chiodo ed iniziare – come già programmato – il suo percorso dirigenziale nella Fiorentina; e la partita amichevole Fiorentina – Losanna rientrava negli accordi relativi al trasferimento di Giancarlo nella squadra svizzera. Furono quindicimila gli spettatori che accorsero allo stadio per assistere alla gara, un numero impressionante per un incontro amichevole in sé e per sé totalmente privo di importanza, ma ampiamente giustificato dalla presenza in campo di Antognoni. Ed in effetti, la presenza di Giancarlo costituiva era l’unico motivo di interesse e di richiamo per assistere alla partita, che diventò fin da subito una sorta di “Antognoni day”. "Antonio" venne accolto in piedi da tutto lo stadio, stretto in un grandissimo abbraccio. Emblematico lo striscione che fu esposto in Curva Fiesole al momento dell’ingresso in campo delle due squadre: “Antonio, i nostri cuori sono infranti, ma la tua stella brillerà per sempre”. Gli occhi degli spettatori erano tutti per "Antonio", ogni volta che toccava il pallone erano applausi a scena aperta e grida di incitamento; l’andamento della gara era del tutto irrilevante, tanto che anche il gol della Fiorentina, segnato nel primo tempo da Davide Pellegrini, non provocò alcun sussulto, e passò pressoché inosservato.

Nella ripresa il Losanna cercò di riequilibrare le sorti della gara, ma la difesa della Viola riuscì a “tenere”, sino a che, a quattro minuti dal termine, proprio lui, Giancarlo Antognoni, raccolse uno spiovente dalla sinistra, e con un gran tiro al volo trafisse Landucci, realizzando un magnifico gol e regalando il pareggio alla squadra elvetica. Ed allora tutti i quindicimila fiorentini presenti allo stadio scattarono in piedi e si levò verso il cielo un grande boato pieno di entusiasmo... Fu quella l’unica volta nella storia della Fiorentina che tutto lo stadio esultò per un gol subito dalla Viola... Ma lo aveva segnato Antognoni, il "nostro" Antognoni, il più amato di sempre... Ed al termine della gara in Curva Fiesole comparve uno striscione strappalacrime: “Firenze senza te è come un cielo senza stelle. Torna a brillare, luce dei nostri occhi”.

Se non è amore questo...

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola