TANTI AUGURI, ROMANO!

TANTI AUGURI, ROMANO!

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Il recordman di Champions League Viola : tre partite, due goal. Nessuno come lui, Romano Taccola.

Incontrarlo o parlare con lui è molto difficile, quasi impossibile. Stiamo parlando di Romano Taccola, che oggi festeggia ottantacinque anni. Romano Taccola vive a Livorno, dov'è nato, e, più precisamente, a Salviano, dove ha iniziato a giocare a calcio. A quindici anni entra nelle squadre giovanili del Livorno, a diciassette anni debutta in prima squadra, in Serie C; realizza dodici gol nella sua prima stagione ed altrettanti in quella successiva,contribuendo fattivamente alla promozione del Livorno in Serie B. In un Livorno-Pisa finito 4-3 segna tre reti ai nerazzurri; sembra che un suo zio pisano non gli abbia rivolto la parola per un anno.

Taccola è un centravanti, ha una buona tecnica individuale ed è veloce, ma non è un gigante, e non è facile affrontare le aree di rigore presidiate dai vigorosi ed arcigni difensori dell'epoca. Così Romano arretra progressivamente la sua posizione, e preferisce partire da dietro, giocando da mezzapunta, come si diceva negli anni cinquanta. Nel primo anno di Serie B Romano realizza nove reti, e le grandi squadre cominciano a seguirlo con interesse.

Ma c'è un "ma". Una parte della tifoseria non lo sopporta per ragioni politiche. Romano, infatti, proviene da una famiglia fascista, e la "rossa" Livorno lo contesta apertamente ed aspramente. Oltretutto Romano ha tolto il posto di titolare all'idolo della tifoseria, il centravanti Guido Tieghi, un ex partigiano comunista. La permanenza in amaranto di Taccola diventa sempre più problematica, e così il Livorno decide di venderlo, raggiungendo un duplice scopo: incassa parecchi soldini ed accontenta la tifoseria più calda. Lo acquista la Fiorentina. Sembra un sogno giocare con i Campioni d'Italia, ma forse la cosa non giovò a Taccola. Dice Romano: "Era difficile per un giovane trovare spazio tra tanti campioni; in pratica gli undici titolari di quella Fiorentina erano tutti nazionali. Bisognava approfittare delle poche occasioni che capitavano". In due anni con la maglia viola gioca appena sei partite, segnando due gol: all'Udinese ed al Vicenza. E' titolare nell'ultima gara della Coppa Grassophers che dura ben cinque anni e che la Fiorentina vince. Gioca anche tre partite in Coppa dei Campioni, segnando due gol agli svizzeri del Grassopphers nella gara di andata dei quarti di finale disputata a Firenze il 6 febbraio 1957, che la Viola vince per 3-1. Era la seconda edizione della Coppa dei Campioni, il percorso verso la finale prevedeva quattro turni. Il premio per ogni singolo calciatore era di cinquantamila lire a crescere per ogni turno superato: cinquantamila lire per il primo turno, centomila lire per gli ottavi di finale, centocinquantamila lire per i quarti di finale, duecentomila lire per la semifinale. Se i viola avessero sconfitto in finale il Real Madrid, la vittoria della Coppa avrebbe fruttato duecentocinquantamila lire a testa. Altri tempi. Romano è commosso. Da poco ha perso la cara moglie Gina. Ma quando gli parlo della finale con il Real Madrid si riscalda: "Bernardini non mi portò, però venne al mio matrimonio...". Ed anche quando gli chiedo di Julinho si illumina: "Era fortissimo, impressionante, vedeva sempre tutto, andava sempre dove vedeva gli avversari scoperti, e quando te la passava non sbagliava di un centimetro".

Ardico Magnini dice di lui: "Romano era uno fisicamente leggero, ma aveva uno scatto bruciante; spesso, in allenamento, ci faceva fare delle figurette. Sapeva giocare, eccome se sapeva giocare... E poi era dolcissimo. Era molto buono, molto amicone".

Sergio Carpanesi ricorda di lui la "Balilla" con la quale andavano insieme agli allenamenti. Da grande esperto di calcio quale è così lo giudica: "Era un ottimo giocatore, fortissimo, sapeva stare in area, si abbassava ed era sempre pronto al dialogo; certo c'erano Virgili, Prini, Rozzoni, Bizzarri. Tutti bravi. Ma Romano era quello tecnicamente più dotato, anche se era leggero... E poi era una persona meravigliosa..."

Romano Taccola rappresenta una delle più belle figure della storia della nostra Fiorentina. Un calciatore unico nel suo genere. Un calciatore "dimenticato", ma non dalle Glorie Viola, di cui farà sempre parte.

Marco Gargani, collaboratore Associazione Glorie Viola