TANTI AUGURI CHRISTIAN!

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Compie oggi 45 anni Christian Amoroso, ex centrocampista della Fiorentina dal 1997 al 2002, oggi allenatore. Per l'occasione, l'Associazione Glorie Viola ha scambiato due chiacchiere con lui.

Amoroso, cosa ha rappresentato per lei la Fiorentina?

«Firenze e la Fiorentina sono state una tappa fondamentale della mia formazione di uomo, prima ancora che di calciatore. Sono arrivato che ero poco più di un ragazzino, ho giocato nelle giovanili e poi, nel 1997, ho avuto l'occasione di esordire in Serie A con la maglia viola. Una emozione incredibile! A Firenze sono sempre stato benissimo, con i tifosi ho tutt'ora un ottimo rapporto: è casa mia».

I suoi anni in viola sono stati intensi, dalla vittoria della Coppa Italia al fallimento: qual è il ricordo più bello che si porta dietro dell'esperienza fiorentina?

«La vittoria della Coppa Italia è certamente un ricordo che conserverò per sempre, ma credo che il più bel momento sia stato all'inizio della stagione 1998/99: avevamo una grande squadra, nelle prime giornate centrammo quattro vittorie consecutive e il pubblico era spettacolare... ci faceva letteralmente volare. Ricordo che festeggiare di fronte alla Curva Fiesole era qualcosa di indescrivibile. Arrivammo a conquistare il titolo d'inverno e avevamo la sensazione che quell'anno, finalmente, potesse essere quello giusto per portare una grande vittoria ai nostri tifosi. Poi, purtroppo, il destino aveva altri piani...».

E il più brutto ricordo?

«L'ultimo anno, quello del fallimento. È una sensazione orribile andare in campo, essere consapevoli di avere una buona squadra, ma non riuscire a far niente per cambiare le cose. I problemi della società erano qualcosa di molto più grande di noi. Fu disarmante, un'annata tremenda».

Veniamo alla Fiorentina di oggi: che impressione le ha fatto finora la nuova Viola di Vincenzo Italiano?

«Ho visto una bella Fiorentina, finalmente. I giocatori scendono in campo consapevoli delle loro qualità, con idee chiare e con dettami tecnico/tattici che, evidentemente, hanno assimilato perfettamente. Quest'anno assistiamo ad una squadra divertente, che fa gioco e crea occasioni da gol... e che può vincere con chiunque».

Molti meriti devono essere dati all'allenatore, concorda?

«Assolutamente sì. Ne è dimostrazione il fatto che la rosa è stata rinforzata, ma non stravolta. Il mister sta facendo un ottimo lavoro, prima di tutto a livello psicologico. Non ho dubbi: è l'uomo giusto al posto giusto».

Un allenatore che è riuscito a rivitalizzare, tra gli altri, Saponara, che per anni è apparso un corpo estraneo alla realtà viola...

«Saponara è un giocatore strano: ha grandi qualità tecniche, una spiccata intelligenza, ma non è mai riuscito a rendere con continuità per quelle che sono le sue potenzialità. È un peccato! Italiano credo sia riuscito ad entrare nella sua mente, a farlo sentire coccolato e apprezzato, gli ha fatto sentire la sua fiducia, e il ragazzo lo sta ricambiando. Se Saponara verrà dosato a dovere, la Fiorentina avrà un'arma in più da utilizzare».

Da ottimo ex centrocampista quale lei è stato, che giudizio dà alla mediana della Fiorentina?

«A Firenze quest'anno c'è un ottimo centrocampo. Quando al reparto dello scorso campionato aggiungi, perché acquistati o perché recuperati dal tecnico, Torreira, Duncan e il giovane ma talentuoso Maleh, non puoi che fare un plauso. La qualità si è alzata indubbiamente, in più ci sono anche i muscoli: un mix che può portare lontano».

Può portare lontano... magari è l'anno giusto per pensare all'Europa?

«Le faccio io una domanda: perché no? È chiaro che la Fiorentina non è perfetta, e arriveranno anche delle giornatacce, ma se ci basiamo su ciò che abbiamo visto in queste prime giornate non vedo perché la Viola non possa puntare all'Europa. Dopo le grandi, ci siamo noi!».

Intervista di Giacomo Cialdi