Pezzella: "A San Siro con le magie di Ribery. Chiesa..."

Pezzella: "A San Siro con le magie di Ribery. Chiesa..."

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Sulle pagine della Gazzetta dello Sport questa mattina in edicola troviamo una lunga intervista di German Pezzella. Queste alcune delle sue dichiarazioni: "Lo sa cosa mi ha spinto a restare a Firenze dicendo no al Milan? La voglia di cancellare le sofferenze dell’ultimo campionato. Non volevo abbinare il mio nome a un periodo triste per Firenze e i tifosi viola. Il gol con la Samp? Lo dedico a mia moglie che sopporta, con infinita pazienza, i miei momenti di amarezza legati alle delusioni calcistiche; negli ultimi tempi non sono stati pochi. Il Milan? Mi sorprende la classifica dei rossoneri: non fotografa il valore della squadra. Il Milan è in difficoltà ma non è in crisi. Della formazione di Giampaolo mi piace Suso. Uno che fa la differenza. Uno che può inventarti in un attimo il colpo decisivo. E considero Romagnoli il miglior difensore italiano dopo Chiellini. Noi, però, dobbiamo andare a Milano per cercare di vincere e dobbiamo farlo restando fedeli al nostro stile, mettendo sul piatto la voglia di fare calcio divertendoci. Ho goduto in Fiorentina-Juve anche se non abbiamo vinto. I nostri tifosi hanno visto una squadra capace di imporre le proprie idee contro i pluricampioni d’Italia. E ho goduto anche in Fiorentina-Napoli. La società non pretende di conquistare subito un posto in Europa ma vuole una squadra che sia capace di giocarsela alla pari contro chiunque. Come si batte il Milan? Con le magie di Ribery. Quando Franck è entrato nello spogliatoio ero un po’ titubante. Lui ha un albo d’oro da paura. Non sapevo, da capitano, come dovevo confrontarmi con un simile fuoriclasse. Invece fin dal primo giorno Ribery è stato uno di noi. Ci ha insegnato ad avere “fame”, a volersi migliorare sempre. Lui sa come si vincono partite come quelle contro il Milan. Ribery alza anche il livello di Chiesa: con i suoi movimenti aiuta Federico a essere sempre nel posto giusto al momento giusto. Chiesa andrà in doppia cifra in questo campionato. Federico ora ha la testa pulita. Che potesse vivere un momento di confusione era inevitabile dopo tutte le storie di mercato che lo hanno avuto come protagonista. Almeno per quanto scrivevano i giornali. Commisso? Ha indossato la maglia del dodicesimo titolare. È sempre con noi. Ci aiuta, ci incoraggia. Si informa anche delle nostre cose extra calcio. È un trascinatore. Con lui parlo un po’ in inglese e un po’ in italiano. Ma è impossibile non capire i suoi pensieri.

Cosa mi piace del nuovo progetto viola? L’entusiasmo che va oltre i risultati. I tifosi hanno dato l’esempio sottoscrivendo 28.000 abbonamenti. Ora tocca a noi farli divertire.

Sul Campionato: Stavolta la Juve non farà una passeggiata. L’aspetta un testa a testa vero con l’Inter. Conte è un allenatore vincente e ha portato la sua mentalità nello spogliatoio nerazzurro".