UN’OTTIMA VIOLA, POI L’IMMANE VERGOGNA

UN’OTTIMA VIOLA, POI L’IMMANE VERGOGNA

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La Fiorentina ha fatto la sua parte, è scesa in campo con coraggio, nonostante i 31 punti di differenza in classifica, ed ha messo la Lazio in difficoltà. Smentendo i tanti che la davano già morta all’Olimpico: quando non le viene chiesto di fare la partita e vincere a tutti i costi, spesso la Viola centra la prestazione. Forse addirittura la migliore da quando Beppe Iachini è allenatore. Peccato, perché i ragazzi avrebbero meritato almeno il pari.

Il risultato finale, però, racconta un’altra storia. Una storia che conosciamo già e che non possiamo più accettare. E che ha a che fare con i ripetuti errori dell’arbitro Fabbri: mancata espulsione di Bastos, secondo giallo non assegnato a Parolo, rigore inesistente per presunto intervento falloso di Dragowski. Insomma, un arbitraggio a senso unico. Con l’ormai consueta pratica dell’uso discrezionale della tecnologia (vado o non vado a vederlo al Var?). Una vergogna immane. Non vogliamo neanche cominciare a pensare che sia stato fatto di proposito un torto alla Fiorentina, ma un favore alla Lazio, e alla lotta scudetto. Ma il senso cambia di poco. Sempre una vergogna rimane.

Ci ripetiamo, lo so, ma l’appeal e la credibilità del nostro calcio passano da serate come quella di ieri: finché verranno perpetrati scempi di questo genere, a favore sempre dei potenti di turno, la Serie A perderà: investitori, appassionati, immagine. È l’ora di finirla.

C’è poco altro da aggiungere, se non la menzione per Franck Ribery. Un ragazzino in campo, un campione vero. Anche ieri sera ha corso, dribblato, infuso tranquillità ai compagni e segnato un gran gol. Chapeau, Franck.

Infine, l’amara consapevolezza che il campionato non è finito, e che la Fiorentina non è ancora salva. C’è da pedalare, e da sudare. Tutti insieme. Forza ragazzi, forza Firenze.

Articolo di Giacomo Cialdi