LA STORIA DEI PRIMI TIFOSI VIOLA

LA STORIA DEI PRIMI TIFOSI VIOLA

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Striscioni, trasferte, treni speciali e... perfino qualche scazzottata. L'incredibile storia dell'Ordine del Marzocco, il primo club di tifo organizzato d'Italia, raccontata nel libro scritto da Filippo Luti e fortemente voluto dall'Associazione Centro Coordinamento Viola Club. Il volume ripercorre con aneddoti curiosi e divertenti, e attraverso le foto inedite dell'archivio Polidori, la storia dei primi tifosi della Fiorentina, dal 1926 al 1935. L'Associazione regalerà il libro ai Viola Club e sarà disponibile presso l'ACCVC con richiesta tramite email oppure potrà essere acquistato anche sul sito dell'editore Geo Edizioni.

Per parlare de "L'ordine del Marzocco", abbiamo contattato l'autore, Filippo Luti.


Filippo, come le è venuta l'idea di questo volume sul tifo viola?

«Da tempo sentivo circolare il nome dell'Ordine del Marzocco, ma senza andare mai oltre al nome. Non se ne conoscevano i dettagli. Questo mi ha incuriosito molto, così mi sono messo a cercare. Ho setacciato le fonti coeve dell'epoca, ho attinto ad archivi e biblioteche e, dopo circa due anni di lavoro, è nato questo volume, grazie al sostegno e alla fiducia dell'Associazione Centro Coordinamento Viola Club».


Leggendolo, cosa scopriranno i tifosi?

«Nel libro troveranno qualcosa di straordinario, un primato tutto viola: la tifoseria, anche in qui primissimi anni, era organizzata, ben strutturata. C'erano una struttura capillare, era prevista una tessera, esisteva un addetto ai treni speciali... Diciamo che, in un certo senso, viene anticipato di trenta/quarant'anni il movimento ultras».


Il libro è ricco di aneddoti curiosi e storie inedite. C'è un aneddoto che, scoprendolo, l'ha sorpresa o divertita in particolar modo?

«Ce ne sarebbero tanti di aneddoti da citare! La grande maggioranza dei tifosi di oggi non sospetta che a quei tempi ci fossero le trasferte, invece una delle cose che mi ha sorpreso di più è stata leggere la trasferta che i tifosi della Fiorentina – 70 coraggiosi – intrapresero per andare a sostenere la squadra a Bari, per assistere ad uno spareggio che sfortunatamente andò male: 20 ore di treno ad andare, e altrettante per tornare. Incredibile!

Una cosa che mi ha divertito molto, invece, è stata leggere di risse avvenute allo stadio: gli uomini di quei tempi erano vestiti tutti in giacca e cravatta, impeccabili, non ti aspetteresti di vederli coinvolti in risse. Invece, quando c'era da fare a cazzotti, non si tiravano certo indietro. Insomma, in questo volume ce n'è per tutti i gusti!».


Intervista di Giacomo Cialdi