MICHELE: “GATTUSO PUÒ ESSERE LA SVOLTA!”

MICHELE: “GATTUSO PUÒ ESSERE LA SVOLTA!”

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L’arrivo di Gattuso sulla panchina della Fiorentina ha riacceso gli entusiasmi di una tifoseria che, dopo tre stagioni deludenti, ha voglia di sognare in grande. A partire dal mercato e dalla permanenza a Firenze del gioiello Vlahovic. Per parlare di tutti i temi di casa Fiorentina, abbiamo contattato Michele Morandi del Viola Club Lussemburgo, delegato ddll’ACCVC quale coordinatore dei Viola Club in Europa.


Michele, come avete appreso tu e il tuo Viola Club la notizia dell’arrivo di Gattuso sulla panchina della Fiorentina? Può essere la svolta?

«Stavamo seguendo con grande attenzione la scelta del nuovo mister, in quanto da questa si può capire il taglio che la società vuole dare ai prossimi 2/3 anni. Devo dire che Gattuso trova il consenso di tutti, non solo per le sue qualità tattiche ed umane, ma anche per il fatto che pur essendo ancora molto giovane è ormai considerato uno dei migliori tecnici italiani, e quindi avrà sicuramente chiesto ed ottenuto determinate garanzie tecniche alla società. Se rispetteranno i suoi dettami - e non ho dubbi che lo faranno al meglio delle possibilità che abbiamo - siamo sicuri che potrebbe essere la svolta. Ci piace anche il fatto che dopo anni di 5-3-2 e 3-5-2 si ritorni ad una difesa a 4 che dovrebbe essere funzionale ad un progetto tecnico più spettacolare dal punto di vista del gioco».


Cosa ti aspetti adesso dalla società di Rocco Commisso? Quanti rinforzi occorrono secondo te a questa squadra per fare un balzo in avanti in classifica?

«Mi aspetto una chiara indicazione sui nostri "gioielli" che hanno molto mercato (Vlahovic ma anche Dragowsky e Castrovilli) e se, come credo, sono graditi a Gattuso la loro conferma. Oltre a loro dei titolari dello scorso anno salverei poi solo Amrabat e Quarta, quindi penso che avremo bisogno di 4/5 titolari forti e magari di provare a recuperare qualche giocatore che fino ad oggi non ha reso, almeno per la panchina (Lirola, Duncan, Callejon). Per me la priorità dovrebbe essere il regista/centrale di centrocampo: non conosco molto Sergio Olivera, ma credo che sarebbe un profilo giusto per caratteristiche ed esperienza internazionale. Poi abbiamo bisogno come il pane di esterni bassi e alti, e di 2 difensori centrali (io lascerei andare senza rimpianti sia Milenkovic e soprattutto Pezzella, chiaramente a costo che portino delle offerte congrue). Insomma prevedo che ci saranno molti movimenti in questa sessione di mercato, magari con formule particolari. Inutile fare nomi ad oggi, ma sono certo che molti arriveranno prima del ritiro come sembra abbia chiesto Gattuso».


In queste ore si discute molto del futuro di Franck Ribery, forse giunto al termine della sua esperienza in riva all’Arno. Cosa ne pensi? Ti piacerebbe vedere ancora in viola l’ex Bayern oppure ritieni sarebbe più giusto che le strade si dividessero?

«Partirei da un'analisi oggettiva: Franck è un Campione con la C maiuscola come a Firenze non vedevamo da un po'. Però ha anche 38 anni suonati e ha dimostrato nelle ultime due stagioni con noi di non poter contribuire con la stessa qualità tutto l'anno. Quindi credo che la soluzione cerchiobottista sarebbe anche la più efficace: ovvero che rimanesse con noi non da titolare inamovibile ma come dodicesimo uomo, un'arma part-time che sono sicuro in alcune partite ci aiuterebbe molto. Bisogna vedere cosa pensa lui e cosa si sente in grado di fare ancora. Sinceramente mi piacerebbe poterlo acclamare dalla curva appena potremo ritornare allo stadio».


E tutto da scrivere è anche, e soprattutto, il futuro di Dusan Vlahovic, che per il momento non ha rinnovato il contratto. Che sensazioni hai a riguardo?

«Si legge in giro che il rinnovo sia difficile e non me ne stupisco, purtroppo sono 3 anni pieni che lottiamo per la salvezza e questo può spaventare i giocatori più giovani e forti che invece vorrebbero competere a livello nazionale ed europeo. Detto questo credo che rimarrà con noi, magari senza aver ancora firmato e con la speranza che poi si trovi un'intesa nel corso dell'anno. A questo proposito vorrei fare una piccola polemica chiedendo il perché non gli sia stato proposto un contratto nuovo in tempi non sospetti, ovvero a settembre/ottobre scorso quando è maturata la decisione di dargli la titolarità. Sinceramente è inspiegabile per me».


Uscendo dai temi legati strettamente alla Fiorentina, come giudichi la possibilità, contestata da più parti, di assistere la prossima stagione ad un campionato (ancor più) spezzatino, con dieci partite in dieci orari differenti?

«Ormai i ricavi delle società sono in mano alle TV e quindi queste obbediscono pedissequamente alle richieste sempre più bizzarre e sempre più lontane dal calcio dei vecchi tempi. Personalmente credo che si perderebbe molto in romanticismo con questo ulteriore spezzatino, anche se bisogna sottolineare che nella prima parte del campionato l'esigenza della contemporaneità per motivi di classifica non c'è».


Con il graduale ritorno alla “normalità” post pandemia, insieme al tuo Viola Club state programmando qualche bella iniziativa?

«Stiamo in effetti organizzando una bella cena di fine anno, magari sparsi in più tavoli perché anche qui ci sono molte restrizioni. Siamo poi sempre attivi con le varie iniziative proposte dall’ACCVC e dal network Europa Viola di cui facciamo parte».


Intervista di Giacomo Cialdi