LA PRIMA COREOGRAFIA

LA PRIMA COREOGRAFIA

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“In principio… era il grillo”. Ebbene sì, prima ancora che i tifosi della Fiorentina si identificassero con il leone Marzocco fu proprio questo simpatico insetto a simboleggiare la squadra. Ad “animalizzare” la nostra e altre società calcistiche, fu il giornalista “Carlin” che nel 1928 pubblicò sul Guerin Sportivo un’araldica delle principali compagini italiane. Per il Torino scelse il toro, per la Juventus scelse la zebra e per la nostra squadra, in omaggio all’omonima e fiorentinissima festa popolare, toccò il grillo.

L’animaletto non è dei più valorosi e molto presto i tifosi gli preferirono il leone, tuttavia nel gennaio del 1929 il grillo ebbe il suo momento di gloria.

E’ il 10 febbraio del 1929 e la Fiorentina, alla ricerca di una salvezza quasi impossibile, ospita la Juventus. Fa molto freddo ma per vedere Madama Juve si sono mossi in tanti e i gradoni del piccolo stadio via Bellini sono piuttosto gremiti. Tra i tifosi accorsi c’è un commerciante fiorentino che si è inventato un curioso apparecchietto meccanico che riproduce il frinire dell’insetto. Ne ha costruiti tanti e li distribuisce ad alcuni spettatori, divertiti dalla novità.

Ma più divertente ancora è ciò che accade quando le due squadre entrano in campo e i giocatori rimangono sbigottiti nel vedersi accolti da uno spontaneo e incessante “Cri, cri, cri” proveniente dalla tribuna…

E’ questa, se ci passate il termine, la prima “coreografia” della storia della Fiorentina. Una coreografia che non portò fortuna dato che i biancorossi gigliati vennero travolti per 4-0 e molti furono i malumori che serpeggiarono sugli spalti. Qui per tutta la partita furono fischiati il bianconero Galluzzi (fiorentino di nascita, ma reo di aver infierito durante l’11-0 con cui la Fiorentina era stata sconfitta all’andata) e il suo compagno Bigatto. Quest’ultimo, capitano della Juventus, fu bersagliato per tutta la gara dagli sportivi fiorentini per il solo fatto di non essere un bell’uomo. “Brutto, brutto, tu’ se’ brutto” gli vociarono incessantemente…

Sul libro L’Ordine del Marzocco. Storia dei primi tifosi della Fiorentina è riportata una foto della Juventus di quel giorno, ma l’autore ci confessa un refuso sulla didascalia: Bigatto non è il sesto da sinistra, bensì il settimo (il sesto non è poi troppo brutto….) e forse, sarà una suggestione, pare proprio che risponda alle invettive dei fiorentini con un bel gesto dell’ombrello. Chissà…

Articolo di Giacomo Cialdi