LA PAZIENZA DI ROCCO E' QUASI FINITA

LA PAZIENZA DI ROCCO E' QUASI FINITA

430VISUALIZZAZIONI

Tra ipotesi, studi, scale elicoidali, emendamenti e via discorrendo, c’è un fatto: Rocco Commisso sta perdendo la pazienza. E non da oggi. Perché quando arrivi in una città e prospetti ai governanti un investimento da centinaia di milioni, con conseguenti posti di lavoro e valorizzazione di un quartiere, ti senti preso per il culo se per un anno ti rimbalzano di qua e di là. E va a finire che t’incazzi!

Rocco sta comprendendo cosa significa essere in Italia, e soprattutto a Firenze: una città tremendamente bella, e maledettamente ancorata al suo passato. Costantemente rivolta a ciò che fu. Perennemente pronta a battaglie interne, sofismi e discussioni senza fine. Una città paralizzata dalla sua stessa bellezza. E se aspettiamo, anche stavolta, il “concorso di idee” per costruire il nuovo stadio, finisce come per la Loggia Isozaki: un nulla di fatto.

Ora, l’uso del verbo “vivacchiare” oggi non mi è piaciuto, rimanda a periodi un po’ troppo scialbi, ma rende bene lo stato dell’arte: senza stadio, annessi e connessi, si crescerà molto piano, non ci saranno investimenti massicci. Cosa tra l’altro che il sottoscritto (e non solo) va dicendo da mesi, ma che qualcuno continua a non capire.

A chi in queste settimane ha sostenuto, a torto o ragione, che si può far calcio anche senza stadio rispondo: forse sì. Ma il punto è un altro: il presidente della Fiorentina è Rocco Commisso, e se lui, senza stadio, non apre i cordoni della borsa si può chiacchierare e battere i piedi finché si vuole, ma la situazione rimane questa.

Se ne facciano una ragione i tifosi. E se lo mettano bene in testa i politici, che nel caso dovranno assumersi la piena responsabilità di aver perso questa incredibile occasione per la città, ancor prima che per la Fiorentina.


Articolo di Giacomo Cialdi