IN TEMPI COSÌ GRIGI, TOCCA ACCONTENTARSI...

IN TEMPI COSÌ GRIGI, TOCCA ACCONTENTARSI...

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Sono tempi grigi in casa Fiorentina, e siamo costretti ad accontentarci di un pareggio casalingo contro l’Hellas. Lo so, accontentarsi non fa parte del DNA del fiorentino medio, ma così è oggi. Perché non perdere, dopo che ti ritrovi sotto di un gol per un rigore a mio avviso inesistente (l’arbitro il peggiore in campo!), è una cosa positiva. La squadra poteva andare in bambola, e la gara finire molto peggio. Invece sì è vista una reazione: senza perdere tempo, la Viola ha preso le misure agli avversari ed è andata in avanti, seppur con i suoi grandi limiti e difetti. Sì, i limiti ci sono ancora, e sarebbero evidenti anche ad un cieco. Davanti si fa dannatamente fatica, non si tira in porta e raramente si creano vere pericolosità; a centrocampo il pallone non gira come dovrebbe (a proposito, qualcuno ha notizie di Castrovilli?) e di gioco se ne vede poco. È giusto e corretto, al contempo, sottolineare che una timida crescita nell’ultimo periodo c’è stata: nella grinta sicuramente, in alcuni singoli (vedi Vlahovic...), nella sensazione che dietro alla palla lunga ci sia qualcosa in più rispetto a settimane fa, anche se è ancora poco e discontinuo. È chiaro come Prandelli abbia preso coscienza di ciò che può e non può fare con questo gruppo, specie in questo momento psico-fisico. Insomma, sarà il Natale, ma per la seconda volta consecutiva tenderei a guardare il bicchiere mezzo pieno. I tempi, come detto, sono grigi, e accontentarsi di 2 punti contro Sassuolo e Verona fa piangere il cuore, ma questa è la situazione, ad oggi. Se non ci mettiamo in testa che la Fiorentina (anche) quest’anno è iscritta al campionato per non retrocedere, sbagliamo approccio e non siamo obiettivi. Alla luce di questo, dunque, non perdere contro due formazioni superiori nella classifica, nel gioco e nel morale diventa quasi positivo.

E dunque arriviamo all’ultima gara di questo sciagurato 2020, in casa della Juventus. Sulla carta non c’è storia, non ne parliamo neanche. Però sarebbe delittuoso non sperare in una impresa (già fare punti lo sarebbe!): servirà una Fiorentina perfetta, e il miglior Ribery... e potrebbe non bastare. Ma la squadra deve crederci. In fondo, la Fiorentina non può non vincere per sempre.

Articolo di Giacomo Cialdi