IL CUORE NON BASTA. VLAHOVIC...

IL CUORE NON BASTA. VLAHOVIC...

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Sapevamo che la gara con l’Atalanta era una di quelle sulla carta proibitiva, in cui sarebbe servito qualcosa di straordinario per uscire indenni. E per poco la Fiorentina non ci riusciva. Se nel primo tempo non c’è stata partita infatti, con la Dea sopra di due reti, nella ripresa si è vista un’altra Viola: più motivata, più “cattiva”, con un po’ di cuore... capace, grazie ad un grande Vlahovic, di acciuffare il pareggio. Poi, subito dopo la doppietta del serbo (per lui 15 reti in campionato), è arrivato il 3-2 degli uomini di Gasperini... una mazzata. Peccato, perché nel secondo tempo la squadra di Iachini ha fatto ciò che poteva contro un avversario oggi due categorie superiore, e con un pizzico di fortuna in più - e con scelte forse diverse - si poteva portare a casa un pareggio che avrebbe avuto del miracoloso (complice un Dragowski in stato di grazia!).

Detto questo, evidentemente non si può esser soddisfatti. La reazione c’è stata ma, ancora una volta, si sono palesati limiti macroscopici: difesa più che ballerina, gol nati più su giocate di singoli che su un’idea di gioco, centrocampo evanescente. Difetti che ormai sono una costante nella stagione della Fiorentina, purtroppo. E per questo non si può prendere a cuor leggero il risultato di ieri: se la distanza dal Cagliari terzultimo è rimasta invariata, la sensazione è che sabato a Sassuolo e il martedì successivo a Verona ci si giochi molto, se non tutto.

Servono punti. Solamente punti. Ora più che mai. Per poi tirare una linea, azzerare e ripartire.

Articolo di Giacomo Cialdi