IACHINI: “DISPIACE GIOCARE SENZA TIFOSI. COL BRESCIA...”

IACHINI: “DISPIACE GIOCARE SENZA TIFOSI. COL BRESCIA...”

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Beppe Iachini ha parlato sui profili social della Fiorentina in vista della ripartenza in programma lunedì prossimo contro il Brescia. Queste le sue dichiarazioni: "Abbiamo ripreso e ci siamo ritrovati: questo è importante perché siamo stati tanto tempo distanti con le nostre problematiche che qua a Firenze e alla Fiorentina abbiamo avuto. In questo lockdown abbiamo perso una persona a cui tutti tenevamo, io anche di più: Alessandro Rialti. Era un grande professionista e una persona molto cara. Ho vissuto con lui la mia prima esperienza alla Fiorentina e poi l'ho ritrovato da allenatore, per noi è stata una perdita molto dolorosa. C'è grande amarezza".

Ci aspetta un tour de force.
"Lo sapevamo. Dobbiamo fare in 35 giorni quello che avremmo dovuto fare in tre mesi, quindi era prevedibile. In più con un clima diverso: sarà molto caldo e recuperi ristretti. È una situazione particolare per tutti e anche noi dovremo affrontarla nella maniera giusta. Curando tutti i particolari, poi sarà il campo a dirci cosa dovremo andare a fare. Non ci saranno i nostri tifosi e questo ci dispiace perché sono il dodicesimo uomo in campo. Normalmente ti danno loro la carica giusta, stavolta sta a noi trovare la forza per andare oltre agli ostacoli".

Con il Brescia? 
"Sarà molto difficile perché non sappiamo come saremo. Da quando sono arrivato siamo la terza difesa del campionato e avevamo trovato grande quadratura, migliorando anche in attacco. Il percorso stava scivolando bene, poi c'è stata questa interruzione e ora ci apprestiamo a riprendere. Non sottovalutiamo il Brescia e affrontiamolo come fosse la Juventus. Solo con questa mentalità riusciremo a fare una buona gara".

La lezione che gli esseri umani possono imparare dalla situazione?
 "Questa malattia ha creato tanto dolore. Anche noi abbiamo avuto a che fare con questo. In più c'è l'aspetto economico, con persone che rischiano di non poter ripartire. Ma almeno il lockdown ha dimostrato che l'Italia è un paese unito: ci si è dati tutti quanti da fare per non abbandonare nessuno. La solidarietà e le persone che si ritrovavano sui balconi per cantare sono cose che fanno sperare in un futuro migliore".