GRAZIE "PAPPA"

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Il Campionato 1977-1978 fu un autentico calvario per la Fiorentina e per i suoi tifosi. Reduce da un ottimo terzo posto conseguito nel precedente Campionato 1976-1977, alle spalle della inarrivabile coppia costituita dalla Juventus e dal Torino, che chiusero il Campionato, rispettivamente, a 51 ed a 50 punti, la Viola era partita per ripetere le ottime cose fatte nel Campionato precedente, ma progressivamente, domenica dopo domenica, sconfitta dopo sconfitta, scivolò nelle parti bassissime della classifica, e si trovò ad essere invischiata nella lotta per non retrocedere in Serie B. A pagare questo pessimo andamento della squadra, come quasi sempre accade, fu l’allenatore Carletto Mazzone, che rassegnò le dimissioni dopo la sconfitta interna subita ad opera della Lazio il 18 dicembre 1977, e che venne sostituito in panchina dal suo “secondo” quasi omonimo Mario Mazzoni.

Dunque, dopo la sosta di Natale, il sabato 31 dicembre 1977, giorno nel quale era in programma la dodicesima giornata del girone di andata, la Fiorentina ospitò il Napoli allo Stadio Comunale (non ancora “Franchi”). La classifica della Viola era drammatica: si trovava al penultimo posto in compagnia del Pescara, a sei punti, appena un punto sopra il fanalino di coda Bologna, e distanziata di quattro punti dal trio Roma, Atalanta, Foggia, che occupavano l’ultima posizione utile per la salvezza. Di contro, il Napoli stava disputando un Campionato più che dignitoso, avendo conseguito tredici punti, in forza dei quali si trovava al quinto posto della classifica generale, a sole tre lunghezze dalla capolista Milan.

L’impegno casalingo contro la squadra partenopea, insomma, si prospettava tutt’altro che agevole, anche in considerazione del fatto che la Fiorentina si vedeva costretta a rinunciare all’infortunato Antognoni, il suo calciatore più forte ed emblematico.

Fu una partita piuttosto scialba.

La Viola, fortemente condizionata dalla paura di perdere, concesse pochissimo agli attaccanti napoletani Savoldi e Capone, ma nemmeno creò pericoli per la porta difesa dall’ex gigliato Mattolini, preoccupandosi più di difendere che di attaccare, e dimostrando così di non disprezzare affatto il “punticino” che avrebbe comunque mosso la classifica; e tutti i calciatori in campo sembravano soddisfatti della “piega” che aveva preso la partita.

Tutti meno uno, Giancarlo Galdiolo da Villafranca Padovana, detto affettuosamente “Pappa” per il modo di portare i suoi capelli, che ricordava la figura di Pappagone, una macchietta napoletana ideata dal genio di Peppino De Filippo. Un grande difensore ed un grande cuore viola quello del “Pappa”, schierato da Mario Mazzoni con la maglia numero 5 a guardia di Beppe Savoldi, uno dei più forti attaccanti in circolazione, che quel giorno, però, combinò ben poco a causa della spietata marcatura del “Pappa”.

Ad un quarto d’ora dal termine della partita, che, come detto, stava trascinandosi prudentemente e stancamente sullo 0 – 0, l’arbitro Lattanzi di Roma decretò un calcio di punizione in favore della Fiorentina, a circa venticinque metri di distanza dalla porta avversaria. In assenza di Antognoni, specialista dei calci piazzati, ed in mancanza di altri calciatori particolarmente versatili in questa specialità, si fece avanti il “Pappa”, che non si accontentava affatto del pareggio, e che voleva fortemente regalare la vittoria alla sua Fiorentina. Il “Pappa” calciò con tutta la sua enorme forza, il suo tiro superò la barriera, e battè imparabilmente Mattolini.

Fu questo il primo gol realizzato dal “Pappa” in Campionato con la maglia viola; quel gol regalò la vittoria alla Fiorentina, i cui tifosi, grazie al “Pappa”, poterono salutare con animo più leggero il vecchio anno 1977, e brindare con maggiore fiducia al nuovo anno 1978, anno che alla Viola avrebbe portato sì la salvezza, ma soltanto all'ultimo tuffo e dopo inenarrabili sofferenze.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola