PELE’

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Il 27 giugno 1967 si disputò a Firenze la partita Fiorentina - Santos, valida per il Torneo Città di Roma, un “triangolare” tra Fiorentina, Roma e Santos sostanzialmente insignificante, ma che dette modo ai tifosi fiorentini di vedere all’opera “dal vivo” il grande Edson Arantes do Nascimiento, meglio conosciuto come Pelé, considerato da tutti, al tempo, come il miglior calciatore del mondo. Diciamo subito per i più giovani che negli anni sessanta la diffusione televisiva del calcio era assolutamente imparagonabile rispetto a quella attuale: esistevano soltanto due canali televisivi della RAI (di emittenti private nemmeno a parlarne), le partite trasmesse dall’estero erano pochissime (e quasi sempre in “differita”), e la “Pay TV” non esisteva nemmeno nell’immaginazione degli imprenditori più avveniristici... Certo, si sapeva che nell’America Latina il calcio era giocato ad alti livelli, che c’erano squadre importanti, ma ciò soprattutto grazie a “reportages” giornalistici che spesso non erano nemmeno troppo esaustivi. Sicuramente si sapeva chi era Pelé, soprannominato "O Rey", il ragazzo che, nemmeno diciottenne, aveva strabiliato tutti nel Campionato del Mondo che si era disputato in Svezia nel 1958; ma le occasioni di vedere “O Rey” in televisione non erano affatto frequenti, e spesso si trattava di immagini di repertorio viste e riviste. Quella sera, però, c’era la ghiotta occasione di vedere “dal vivo” sia Pelé che la mitica squadra del Santos; i fiorentini non si fecero sfuggire tale opportunità, ed affluirono in massa allo Stadio. Gli spettatori furono circa 40.000 (quarantamila) per una partita che, di fatto, era un’amichevole. Cosa impensabile ai giorni nostri, ma, come abbiamo visto, quelli erano altri tempi. La gara si giocò in notturna, e l’allenatore della Viola Beppe Chiappella mandò in campo la seguente formazione: Albertosi, Rogora, Vitali, Pirovano, Ferrante, Brizi, Hamrin, Bertini, Brugnera, De Sisti, Cosma. La marcatura di Pelé venne affidata a “Giobatta” Pirovano, un difensore-centrocampista di buon livello e di grande cuore. Il primo tempo si concluse a reti inviolate, non si registrarono grandi emozioni, ed il buon Pirovano se la cavò egregiamente. L’incontro si accese nella ripresa, quando Pelé - che era rimasto in ombra nella prima frazione di gioco - decise di mostrare ai fiorentini le sue qualità. Prima “O Rey” colpì un palo, poi impegnò severamente Superchi in un paio di occasioni, ed infine procurò al Santos un calcio di rigore che venne decretato dall’arbitro Monti per un suo atterramento in area dopo che si era “bevuto” tre difensori gigliati. Il calcio di rigore (la cui esecuzione avvenne dopo qualche minuto dal fallo subito da Pelé a causa di un parapiglia che si scatenò in campo fra i calciatori delle due squadre, e che costò l'espulsione al centravanti carioca Toninho) venne realizzato da Carlos Alberto, che portò in vantaggio i brasiliani. Poi, dopo una decina di minuti, la Fiorentina pareggiò con un gol di Badari, un giovane attaccante della Reggiana in prestito alla Viola che, entrato in campo nel secondo tempo, sfruttò un “assist” di De Sisti e segnò la rete che fissò il risultato finale sul punteggio di 1-1.

Storia nella storia. Fu quella l’ultimissima partita in maglia viola del grande Kurt Hamrin; dopo un paio di settimane, la Fiorentina ufficializzò il suo trasferimento al Milan in cambio dell’attaccante brasiliano Amarildo, il calciatore che aveva sostituito proprio il grande Pelé - infortunato - nelle gare del Campionato del Mondo disputatosi in Cile cinque anni prima, nel 1962.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola