LA “PRIMISSIMA” DI ANTONIO

LA “PRIMISSIMA” DI ANTONIO

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E' opinione comune che Giancarlo Antognoni abbia disputato la sua prima partita ufficiale con la maglia viola il 15 ottobre 1972, in occasione della gara di Campionato Verona - Fiorentina. In realtà ciò non corrisponde al vero, perché Antonio fece il suo debutto con la maglia gigliata, in gare ufficiali, il 27 agosto 1972, esattamente quarantanove anni or sono, in occasione della partita di Coppa Italia Fiorentina - Monza.

Giancarlo Antognoni, come è noto, venne acquistato dalla Fiorentina, in comproprietà, dall’Astimacobi, nell’estate del 1972, per la non modica cifra di novanta milioni. Si era messo in luce nella Nazionale juniores, e di lui si diceva un gran bene. Fu seguito direttamente dal responsabile del settore giovanile della Fiorentina Egisto Pandolfini, che, da grande intenditore di calcio quale era, capì subito che il ragazzo aveva delle qualità calcistiche eccellenti, e ne caldeggiò l'acquisto.

Giancarlo andò in ritiro a Massa Marittima con la prima squadra, e dopo pochi giorni aveva già mostrato a tutti di che pasta era fatto. Tuttavia, l’allenatore viola Nils Liedholm, dall’alto della sua sapienza calcistica, non mandò subito allo sbaraglio il giovane virgulto umbro. Nella prima “uscita” contro la Massetana, il giorno di Ferragosto, Giancarlo venne utilizzato solo una mezzora nel secondo tempo; poi, dopo quattro giorni, nell’amichevole giocata ad Empoli, l’allenatore svedese lo impiegò soltanto negli ultimi venti minuti di gioco. Infine, il 23 agosto, nella gara di andata della finale della Mitropa Cup contro la squadra jugoslava del Celik Zenica, Giancarlo restò in panchina per tutto il tempo della gara.

La domenica 27 agosto 1972, dunque, si disputò a Firenze la prima giornata del girone di qualificazione di Coppa Italia, Fiorentina - Monza. La Viola perse sorprendentemente e sonoramente per 3 - 0, dopo che il primo tempo si era chiuso a reti inviolate. Al venticinquesimo minuto della ripresa, con la Fiorentina in svantaggio di due reti, Liedholm tolse Caso ed inserì Antognoni, che fece così il suo esordio ufficiale in maglia viola. Non fu, per la verità, il migliore degli esordi per Antonio: la Fiorentina, come detto, venne sconfitta per 3 - 0, e la presenza di Giancarlo nei venti minuti che stette in campo fu impalpabile.

Nel corso della stagione, però, il percorso di Antonio fu travolgente, e già dopo poche partite disputate si era chiaramente capito di essere al cospetto di un vero e proprio talento calcistico.

Lo avevano capito benissimo anche i dirigenti dell’Astimacobi, che, nell’estate del 1973, chiesero una cifra molto alta ai dirigenti della Fiorentina per il “riscatto” dell’altra metà del cartellino di Giancarlo: quattrocentocinquanta milioni!…… 

Ci furono molti dubbi sull'opportunità di sostenere una spesa così ingente e quasi proibitiva per le finanze della Viola, ma il Presidente Ugolini, fortemente incoraggiato dal solito ed ineguagliabile Egisto Pandolfini, si iscrisse al partito di coloro che ritenevano di dover sostenere senza alcun timore un’operazione economica così onerosa. E per convincere gli scettici, il Presidente ebbe la brillante idea di convocare al cospetto del Consiglio Direttivo l’allenatore della Fiorentina Nils Liedholm, al quale venne rivolta questa domanda: “Mister, Antognoni diventerà un campione"? La risposta dell’allenatore svedese fu pronta e lapidaria: “Se non diventa un campione lui cambio mestiere”........

La Fiorentina riscattò l'altra metà del cartellino di Antognoni, ed il Barone non cessò mai di fare l'allenatore di calcio.........

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola