LA DOPPIETTA DEL GAROTO

LA DOPPIETTA DEL GAROTO

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Il 24 settembre 1967 si disputò la prima giornata del Campionato 1967-1968. La Fiorentina ospitò la neo-promossa squadra del Varese, che tornava in Serie A dopo un solo anno di purgatorio in Serie B, e che si sarebbe poi affermata come la rivelazione del torneo.

La Viola presentava i suoi nuovi attaccanti, Maraschi e, soprattutto, Amarildo, un talento brasiliano in forza al Milan da quattro anni, la cui stella sembrava però essersi offuscata negli ultimi tempi. Amarildo - detto il “garoto”, che in portoghese significa “ragazzo” - era stato al centro di una discussa operazione di mercato che lo aveva portato a vestire la maglia della Fiorentina al posto dell’incontrastato idolo dei tifosi gigliati Kurt Hamrin, che venne ceduto al Milan. Il “garoto” si presentò molto bene ai suoi nuovi tifosi: la Viola superò il Varese per 3-1, ed il brasiliano contribuì fattivamente a tale successo, realizzando due reti, di cui una con un delizioso calcio di punizione dal limite dell’area – una sua specialità – e l’altra su “assist” di Picchio De Sisti. 

Tanto per la cronaca, il terzo gol della Fiorentina venne segnato dall'altro nuovo attaccante, Mario Maraschi, mentre la rete dei lombardi venne realizzata da un giovane centravanti che quel giorno fece il suo esordio in Serie A, Pietro Anastasi, il quale, a fine stagione, si sarebbe laureato Campione d'Europa con la Nazionale allenata da Ferruccio Valcareggi, segnando anche un gol nella finalissima contro la Jugoslavia.

Tornando ad Amarildo, poco mancò che realizzasse anche il suo terzo gol personale, che gli venne negato da una prodezza dell’estremo difensore varesotto Da Pozzo. Al di là dei due gol realizzati, il “garoto” disputò un’ottima gara, ed i tifosi viola iniziarono a sognare, sperando che un tale inizio fosse il presagio di un suo grande Campionato. Purtroppo le cose andarono diversamente: Amarildo disputò un Campionato “così e così”, anche a causa di un grave infortunio subito a Ferrara verso la fine del girone di andata che lo tenne lontano dai campi di gioco per buona parte del girone di ritorno.

Il “garoto” si riscattò comunque l’anno successivo, allorquando disputò – questa volta davvero – un grande Campionato, risultando uno dei principali artefici dello scudetto conquistato dalla Fiorentina.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola