ARRIVA PICCHIO!...

ARRIVA PICCHIO!...

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Il 15 luglio 1965 venne ufficializzato dalla Fiorentina l’acquisto di Giancarlo De Sisti, detto “Picchio”, e quella fu sicuramente una delle operazioni di mercato più azzeccate nel corso di tutta la storia della Viola. Picchio, che all’epoca dei fatti aveva ventidue anni e giocava nella Roma, la squadra della sua città, si stava rivelando come uno dei più continui ed intelligenti centrocampisti italiani. La Fiorentina, che stava programmando un’opera di progressivo ringiovanimento dell’organico, e che era alla ricerca di un centrocampista che potesse degnamente sostituire l’ormai anziano Humberto Maschio, decise di puntare forte sul giovane centrocampista romano, nonostante l’elevatissima contropartita richiesta dalla società giallorossa (duecentocinquantamilioni di lire, più il cartellino di Renato Benaglia), e dopo aver superato qualche perplessità (in ragione dell’onerosità dell’operazione) del Presidente viola Nello Baglini; perplessità che vennero fugate soprattutto grazie all’opera di convincimento svolta da Egisto Pandolfini, uno dei più grandi dirigenti e “uomini di calcio” che abbia mai avuto la Fiorentina nel corso di tutta la sua storia. Picchio, che al tempo stava prestando il servizio militare presso il C.A.R. di Orvieto, venne informato del suo trasferimento da un Capitano dell’Esercito, che gli fece leggere la relativa notizia sulla prima pagina di un quotidiano sportivo. Altri tempi. Picchio ha giocato nella Fiorentina dal 1965 al 1974; sono stati nove anni molto intensi, nel corso dei quali Picchio ha vinto una Coppa Italia, una Mitropa Cup, e, soprattutto, uno scudetto, e durante i quali avrà sbagliato, sì e no, tre partite. Dotato di una spiccata personalità, di grande intelligenza tattica, e di una straordinaria continuità, era un regista classico, il fulcro ed il faro della squadra, di cui era il capitano, anzi, il Capitano (con la “C” maiuscola). Giova poi ricordare che in Nazionale, ai tempi del dualismo Mazzola - Rivera, nessuno metteva in discussione la presenza in campo di De Sisti, titolare fisso ed inamovibile della squadra azzurra. Nel 1974 Picchio fece ritorno alla Roma, dove dopo cinque anni concluse la sua splendida carriera di calciatore; poi fu di nuovo a Firenze in qualità di allenatore a fine gennaio 1981, e l’anno successivo guidò la squadra viola alla conquista del terzo scudetto, che sfuggì soltanto per le circostanze ben note a tutti, e relativamente alle quali non è certo il caso di ripetersi. Lasciò la Fiorentina nel dicembre 1984, ma non per questo si interruppe il suo rapporto con Firenze, città che lo adottò praticamente sin dal suo arrivo, e verso la quale Picchio ha sempre manifestato e dichiarato amore. Firenze ha ricambiato totalmente, e lo adora da cinquantasei anni. E quando Picchio torna in città per partecipare agli eventi organizzati dall’Associazione Glorie Viola è sempre festa grande.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola