FREITAS: “LA FIORENTINA DI SOUSA...”

FREITAS: “LA FIORENTINA DI SOUSA...”

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Carlos Freitas, ex ds della Fiorentina, è intervenuto stamani ai microfoni di “Lady Radio” parlando dei temi riguardanti la Viola, tra passato e presente. Queste le sue parole: "La Nazionale italiana ha una media di giocatori intorno ai 24 anni. La Fiorentina ha scelto un’altra linea per quanto riguarda l’età. Vlahovic? Se avesse scelto di andare alla Red Bull Salisburgo, oggi sarebbe stato molto simile a Haaland, che ora è un attaccante da 60 milioni di euro. Vlahovic è arrivato subito in Italia, dove è difficile fare subito 30 gol. All’Ajax, oggi, sarebbe già un giocatore da 60 milioni. Posso immaginare che finisca la stagione a 14-15 gol. La Fiorentina ha fatto bene a puntare sulla qualità in casa. Quando Paulo Sousa puntò su Chiesa, fece la scelta giusta. Crollo della Fiorentina di Paulo Sousa? Duro fatica a fare commenti, perché sono arrivato 6 mesi dopo. Mi hanno raccontato la storia di Mammana e Benalouane. Ricordo la stagione in cui arrivarono Sanchez e Cristoforo. Furono scelte basate su necessità economiche. C’era l’obbligo di ridurre il monte ingaggi. Non vi era un margine illimitato di investimenti. Era difficile sposare le aspettative dell’allenatore e le condizioni che venivano dall’alto della società. Bisognava rispettare fino al limite l’allenatore, rispettando il budget della società. È vero, sono arrivati giocatori che non hanno avuto un bel periodo a Firenze. Gil Dias per esempio è stato un giocatore in prestito, non c’è stato un investimento. Bruno Gaspar è costato meno di quanto la Fiorentina ha incassato dalla vendita. Eysseric prima di arrivare a Firenze è stato un giocatore importante, poi ha trovato difficoltà, ma Prandelli alla fine gli ha riconosciuto delle qualità. Trovare però giocatori come Dragowski, Milenkovic e Vlahovic a meno di 5 milioni non è facile. I dirigenti non sono stupidi a livello cognitivo, semmai bisogna parlare di scelte sbagliate. Se un giocatore non si impone, ci sono delle ragioni che vanno oltre. Un mio rimpianto? Mi fa più godere che Veretout sia costato il 25% di quello che la Fiorentina ha incassato per Vecino. Pioli in testa alla classifica? Stefano fa parte del mio gruppo di amici veri. Abbiamo vissuto insieme la tragedia di Davide e siamo rimasti legati per la vita. Non è un rapporto allenatore-dirigenti, ma di vera amicizia. Professionalmente non mi stupisce: ha dimostrato di essere un uomo. Come lui ce ne sono pochi. Ha creato un ambiente a Milanello grazie al quale il Milan si sente la squadra più forte, nonostante ci siano state squadre che hanno speso palate di soldi per essere prime. In un futuro prossimo lo vedo come tecnico della nazionale. Il mio addio a Firenze? Essendo stata una scelta mia di andarmene, non ho rimpianti. Ma mi manca tantissimo. Non vedo l’ora di tornare a fare acquisti in Via Tornabuoni e a mangiare al ristorante. A Firenze nessuno mi ha fatto sentire come uno straniero”.