FELICI E SCONTENTI

FELICI E SCONTENTI

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Il titolo di questo articolo non contiene alcun errore di battitura, e la sua contraddizione è soltanto apparente. Siamo felici per la matematica salvezza conseguita dalla Fiorentina, che ci fa tirare un grosso sospiro di sollievo, ma siamo molto scontenti per il suo comportamento in questo Campionato, che definire estremamente deludente è persino eufemistico. Uso il plurale, non “maiestatis”, ma perché, dopo cinquantotto anni di Fiorentina, che ha "catturato" la mia passione quando ancora frequentavo l'asilo infantile, nel 1963, credo di saper bene interpretare i sentimenti della stragrande maggioranza della tifoseria viola. Era davvero lecito aspettarsi molto di più da una squadra che occupa il settimo posto nella graduatoria del “monte-ingaggi” e che annovera nel suo organico calciatori assai quotati (anche se, molto probabilmente, sopravvalutati).

È stata una stagione cominciata male e proseguita peggio. Prima con la cessione di Chiesa avvenuta l’ultimo giorno di mercato ed alle condizioni poste ed imposte dalla Juventus (sì, proprio così), senza provvedere ad una sua soddisfacente sostituzione (chi pensava che Callejonpotesse adeguatamente sostituirlo era in mala fede, oppure, molto più semplicemente, capiva poco di calcio). Poi, quando già a novembre la barca faceva acqua da tutte le parti, si è pensato di dare una “scossa” con l’esonero di Jachini ed il ritorno di Prandelli, confidando nelle grandi motivazioni di Cesare, senza ottenere però risultati confortanti, ed anzi sprofondando pericolosamente sempre più in basso (con l’eccezione dell'unico "acuto" costituito dalla vittoria di Torino contro la Juventus per 3-0, frutto più di una fortunata e fortuita “congiunzione astrale” che di effettivo merito e valore della squadra). A gennaio, poi, quando la situazione di classifica era molto preoccupante è l’unico obiettivo dichiarato era ormai la salvezza, si è pensato bene di indebolire la squadra anziché (come era logico fare) di rafforzarla, privandola di Lirola, di Duncan e di Cutrone, ed acquisendo le prestazioni (?) di Kokorin e di Malcuit (chi li ha visti?), sui quali non possiamo che stendere un pietoso velo ed astenerci da ogni commento.

Ad un certo punto della stagione, con la squadra che sembrava non reagire ad alcuno stimolo, abbiamo avuto veramente paura: il gioco era pressoché inesistente, l’ansia aumentava, lo spettro della retrocessione era quotidianamente davanti ai nostri occhi. Per fortuna abbiamo dovuto fare i conti con squadre di livello veramente basso (ad aprile sembrava di giocare a “Ciapano’...), ed abbiamo trovato strada facendo un grande Vlahovic, che - quasi sempre da solo - ha tolto le castagne dal fuoco; e meno male, perché in caso contrario il raggiungimento della salvezza sarebbe stato davvero molto difficile.

Adesso dobbiamo decisamente voltare pagina, con un nuovo allenatore e con veri uomini di calcio che progettino e disegnino la nuova Fiorentina degli anni a venire. Crediamo che sia necessario “resettare” tutto o quasi, perché molti dei calciatori di questa stagione si sono dimostrati indegni di indossare la maglia viola; e Firenze merita ben altro. Adesso ci accingiamo ad assistere alle ultime due gare di questo Campionato da dimenticare. Lo faremo finalmente senza patemi d’animo e senza ansia, ma anche senza entusiasmo, e soprattutto - ed in ogni caso - senza applausi.

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola