COMMISSO: “IO PROGRAMMO CON I SOLDI. SARRI...”

COMMISSO: “IO PROGRAMMO CON I SOLDI. SARRI...”

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Sulle pagine de “La Nazione” questa mattina in edicola troviamo un’intervista al patron della FiorentinaRocco Commisso, che esordisce tornando sulle proprie spese a causa del Covid: “Ma lo sanno cosa ha significato per noi il Covid? Uno tsunami. La Fiorentina nei ricavi è scesa alla quota di 15 anni fa. Così in due anni per tenere in piedi la struttura abbiamo dovuto spendere cash fra i 60 e i 70 milioni“.

E il fatto che ciò non le venga riconosciuto la fa infuriare… “E non dovrei? In un anno ho speso più per gestire la Fiorentina di quanto sia costato comprare Lo Spezia. La verità è che quando nel 2002 c’era da acquistare la squadra per pochi milioni, nessun fiorentino si fece avanti“. La accusano però di non aver programmato… “Questa è bella. La programmazione l’ho fatta attraverso gli investimenti. Soldi veri. Chi mi accusa di ciò vorrebbe decidere dove e come spendere i mie soldi. Le sembra normale?“.

A proposito: mica ha programmato di affidarsi a Sarri? “Ho letto anche io di questa cena con i miei dirigenti e sono saltato sulla sedia“. Per la gioia? “No, per la furia di una notizia falsa. Una patacca totale“. Pradè e Barone non erano a cena a casa Sarri? “Barone e Pradè erano ieri in tutt’altri posti, bastava verificare prima di fare uscire una notizia destabilizzatrice“.

Destabilizzatrice? “Se fosse vera quale sarebbe oggi lo stato d’animo di Prandelli? Tutto ciò porta solo confusione. Però con me voi giornalisti cascate male. Giocatori e allenatori non possono difendersi, ma io non ho timore a farlo“. Vive la stampa come un nemico… “Quando i giornalisti mi chiamano “Benito“ sottintendendo che sono fascista, come dovrei prenderla? O quando mi dicono “comunista” “trumpiano” “quel calabrese“, “Attila“, lei come reagirebbe?“.

In America le cose coi giornalisti funzionano diversamente? “Negli Usa la battaglia di opinioni fra testate è fatto quotidiano. Da voi succede coi giornalisti politici ma nel calcio questo non avviene. C’è come un pensiero unico fra testate. Mai una critica tra di loro. E sempre tutti scontenti“.

“Non sono contento della stagione ma la risposta merita una spiegazione. Quando arrivammo trovammo in rosa 70 calciatori. Presi con un criterio preciso: pescare fra molti giocatori per poi ritrovarsene 2 o 3 buoni. Una squadra che si salvò comunque all’ultima giornata arrivando al 16 posto. Il primo anno la portammo al 10° posto. Nessuna altra squadra aveva scalato in un anno 6 posizioni. Per questo confermai Iachini. Ritenevo giusto dargli un’altra opportunità”

Uno sbaglio? “Questo lo si può sapere solo dopo. La sua media è stata di 58 punti. Ma a Firenze Iachini lo avete massacrato spesso ingiustamente“. Oggi però la Fiorentina è di nuovo in zone basse… “Nel calcio come nella vita non sempre le cose vanno come si è programmato. Di certo ciò avviene non perché manchi l’impegno o non siano stati fatti investimenti. Spero di poter annotare una classifica migliore da qui a fine campionato“.

Di Prandelli è soddisfatto? “Prandelli ha tutto il mio sostegno. Ma anche stavolta qualcuno aveva cominciato a criticarlo. Fino a metà gara con Lo Spezia sentivo solo critiche. Ma le sembra normale dopo un 3-0 sentire anche alla fine più critiche che consensi?“. Il suo contratto scade a giugno. Pensa di riconfermarlo? “Nella mia logica mi sarei aspettato di fare meglio dell’anno passato. Ma non sarà solo in base a ciò che deciderò le riconferme“. Vale per tutti? “Certo. E’ naturale sia così per tutti“.