COMMISSO: “A NEDVED UNA CAMOMILLA. CHIESA...”

COMMISSO: “A NEDVED UNA CAMOMILLA. CHIESA...”

659VISUALIZZAZIONI

È tornato oggi a parlare, ai microfoni di “Radio Bruno”, il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso. Il patron viola ha fatto un bilancio sul 2020 che si sta per concludere, soffermandosi su vari argomenti. Queste le sue parole: "Abbiamo visto la partita con la Juventus io e mia moglie, ma fino al nostro terzo gol ho avuto paura. Temevo ci potesse essere qualche favore alla Juve, ho visto il "biondino" che mi disse che dovevo prendere un tè che poi alla fine si è preso una camomilla (ndr, Nedved). Ma ci tengo a ringraziare i tifosi che ci sono stati vicini, ci hanno aiutato molto e speriamo di andare avanti così. Come abbiamo festeggiato? È da un anno che non vado al ristorante... abbiamo fatto la spesa, sono stato con mia moglie a far la spesa ed abbiamo cucinato noi: ho bevuto solo un po' di Moscato".

Sulla partita dei giocatori viola contro Chiesa: "Forse loro volevano difendere la società: quando qualcuno se ne va via come se n'è andato lui... non bisogna mai rompere i ponti. Non sai mai quando puoi aver bisogno. Devi sempre avere una buona reputazione, questo l'ho imparato quando ho iniziato a lavorare e ho fondato la Mediacom".

Sul bilancio del 2020 viola: "Non è stato un campionato di eccellenza quello passato ma ci dobbiamo accontentare: meglio essere 10° che 16°. Abbiamo avuto un po' di paura per la retrocessione ma poi è andato tutto bene. Ecco perché ho confermato Iachini: nella vita la meritocrazia vale. Questa per me è stata la decisione da prendere e a suo tempo fu una scelta giusta. Un voto al 2020? Non è stato fallimentare, ma non è nemmeno un voto alto. Diciamo 5 o 6 come voto. Noi abbiamo avuto 44 persone malate di Covid-19, tra impiegati e giocatori. 44 persone in un'azienda di 250 persone è un numero molto elevato. Menomale che c'è la Mediacom per il sostentamento della Fiorentina: i ricavi del club sono stati decimati. Nel 2021 avremo degli introiti tra gli 80 e gli 85 milioni, menomale che c'è la Mediacom che può aiutare il club in caso di problemi, abbiamo avuto 50/60 milioni di perdite cash. Tra Pontello, Cecchi Gori e Della Valle sono stati spesi meno di 100 milioni per comprare la società. Io sto mettendo molti, molti soldi per avere molte, molte critiche".

Sugli investimenti: "Non capisco perché mi chiamano "stupido dall'America", lo "zio d'America"... per me le critiche ci possono stare. Ma tra la critica e dire "terroni", "speculatori", "mafioso" ed altri nomi c'è differenza, e non mi va bene. Non si può attaccare una persona che non è presente, uno come mio padre che non c'è più. Come si permettono certi personaggi di offendere una persona come mio padre, che è andato in Africa ed è stato prigioniero di guerra ed ha mangiato per cinque anni pane ed acqua? Tutto ciò è inaccettabile. Il problema di alcuni giornalisti è che non hanno contraddittorio, parlano e dicono cose false e nessuno li smentisce. La storia dei cartellini gialli e rossi? È stata una battuta: niente di quello che voglio fare interferisce con il diritto di critica. Nella Costituzione italiana ci sono due articoli: in numero 14 riguarda la proprietà privata, il numero 21 la libertà di critica. Se uno mi chiama "mafioso", "zio d'America", "Soprano" o altro, io mi arrabbio e reagisco. Non c'è un giornalista che ha le lauree che ha Rocco. Io ho vissuto senza la Fiorentina per 70 anni, sono arrivato qui per investire e per lasciare qualcosa di me. Non voglio fare lo speculatore".

Sui problemi economici nel calcio italiano e l'esempio Fiorentina: "Tutto nasce dalla Mediacom. Fra un mese noi daremo i dati di quest'anno e sarà il più grande anno di crescita nella nostra storia, sarà il 97° trimestre consecutivo in crescita. Nessun politico o giornalista mi ha mai detto che cosa dovessi fare quando ho iniziato: ho investito un miliardo e ho ripianato il debito che si era creato all'inizio. La differenza tra dirigere Mediacom e la Fiorentina? Tutto dipende dalla vita, che diventa da privata a pubblica. Io ho cominciato con il "fast fast fast" perché sapevo che in Italia ci vuole molto tempo di fare le cose. E speravo che i tempi si velocizzassero".

Sullo stadio Franchi e la lettera al Mibact: "La fondazione Nervi, i comitati e l'Unesco sono tutti intervenuti sul tema stadio... forse perché vogliono fare un po' di soldi per la memoria di Nervi. Hanno preso la parola esperti di tutto il mondo, fino all'Australia. Io penso che oggi mai si potrebbe fare con la tecnologia di oggi una cosa bella come la Cupola del Duomo. La domanda che voglio fare a questi signori è questa: cosa hanno fatto negli ultimi 12 anni al Flaminio? Lo hanno rovinato ancora di più. Dal 2008 la Fondazione si è data da fare ma non ha messo soldi: hanno solo parlato per mettersi i soldi nelle loro tasche. Adesso che sono a Firenze vogliono dirmi come fare le cose. Voi potete fare quello che volete, posso darvi anche un po' di soldi, ma a quel punto ci pensate voi. Coi soldi di Rocco si fa quello che dice Rocco. Io dico a Nardella e alla Toscana di andare avanti o con i loro soldi, se lo stadio non si può demolire. Io quello che si deve fare l'ho detto, sullo spostare lo stadio di qualche metro e altro: se non si può fare, non si fa. I tifosi vogliono una cosa moderna e nuova, persino il NYT si è occupato dello stadio Franchi".

Su Campi Bisenzio: "Non stiamo facendo nulla, stiamo aspettando che io torni in Italia e poi che arrivi la risposta sullo stadio. Poi vediamo se possiamo tornare su Campi. La concessione che abbiamo su quei terreni tra un po' finisce... Ci sono alcune cose da risolvere, tra cui l'uscita dell'autostrada. In America certe cose non sarebbero successe. Io non ho il potere di fare gli stadi come avviene negli Usa, qui in Italia".

Sulla situazione generale: "Ci sono stati alti e bassi e i miei giocatori e i miei dirigenti sono stati massacrati: questo è stato fatto anche con Iachini. Il 7° monte ingaggi e la squadra in fondo alla classifica? Pirlo sta facendo molti meno punti di Allegri e di Sarri... eppure è ancora lì, al suo posto. Il giorno prima della gara con la Juventus qualcuno pensava addirittura che dovesse essere esonerato".

Sul suo ritorno in Italia: "Oggi è un problema, abbiamo fatto rinnovare il passaporto a mia moglie. Non so ancora quando torno, domani vediamo se ci sono novità".

Su Prandelli: "Prima della gara con la Juve ho parlato con la squadra, così come ho fatto prima delle sue gare precedenti. Ma dopo il successo di Torino la prima persona con cui ho parlato è stato Cesare".

Sulla sessione invernale del calciomercato: "Vediamo che succede... Non voglio parlare di questo, non ne ho la competenza. Escono tante voci sul mercato... e poi alla fine qualcuno azzecca un nome".

Su Amrabat: "Non sono mai stato preoccupato da lui, anche quando non stava rendendo al meglio”.

Sull’acquisto della Fiorentina: “Nella mia vita non guardo mai alle scelte sbagliate, io guardo solo alle cose buone: i tifosi sono dalla mia parte, quando perderò la fiducia dei tifosi non sarò più contento. Assolutamente, ricomprerei la Fiorentina. Lo dico senza dubbi".

Sul centro sportivo: "Dobbiamo finire la costruzione, ci sono state alcune cose che ci hanno impedito di andare avanti, ma voglio dire che il sindaco di Bagno a Ripoli è una persona meritoria e voglio congratularmi con lui. Credevo che si potesse fare più veloce, ma va bene così. Adesso dobbiamo fare i contratti per iniziare i lavori, si andrà oltre il 2 gennaio ma va bene così. Ci sta che non si finisca di costruire entro il 2021 ma spero che ciò avvenga entro il 2022. Ringrazio l'architetto Casamonti, Archea e i collaboratori di Casini".

Su Vlahovic: "Mi ha impressionato la prima volta che l'ho visto, poi ha fatto bene e meno bene, ma è un ragazzo molto giovane. Voglio fare i complimenti a tutti i ragazzi, compreso Dusan".

Sul vaccino anti-Covid: "Sì lo farò sicuramente".

Su quello che per lui è il valore della parte sportiva: "Quando sono arrivato a Firenze, ho detto che mia madre mi aveva dotato di mano sinistra e mano destra. Quindi, da un lato mi occupo di una cosa e dall'altro mi occupo di altre cose. È vero, mi sono dedicato molto alle infrastrutture, ma se così non fosse stato non avremmo un nuovo centro sportivo. Se non si fanno oggi, non si fanno in fretta dopo. Non si può aspettare solo il rendimento della prima la squadra".

Il suo saluto per il 2021: "Spero che per il Covid-19 che per la Fiorentina, maschile e femminile, le cose vadano sempre al meglio. Tutti insieme, club, stampa e tifosi, possiamo arrivare a dei livelli che ci renderanno orgogliosi nel futuro".