BORJA VALERO: “TORNATO PER I TIFOSI. L’ADDIO...”

BORJA VALERO: “TORNATO PER I TIFOSI. L’ADDIO...”

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Borja Valero, centrocampista viola, ha risposto alle domande dei tifosi in una diretta sui canali social della Fiorentina: "Da bambino sognavo di vestire la maglia del Real Madrid, mio padre mi portò a 3 anni allo stadio e lì mi innamorai del calcio e dei blancos. Poi ho fatto i settori giovanili lì e ho avuto la gioia di vestire la maglia della prima squadra. Ma ora sto bene e sono molto contento: credo che Firenze sia un luogo unico nel mondo, per questo vengono tanti turisti ed è facile innamorarsene. Poi ho conosciuto tantissime belle persone. Mi piace camminare nel centro perdendomi in posti che non vedo da un po', ma soprattutto c'è una stradina lungo via del Corso in cui si vede il Duomo ed è straordinaria perché sembra un dipinto. Le persone che sono diventate mie amiche sono per bene, semplici ed arricchiscono la bellezza della città".

Differenza fra la trippa in umido e i callos alla madrilena? "Sono cose molto simili, devo dire che la trippa a Madrid è famosa ma mia madre non era di quei posti e non la cucinava. Però ora qui la mangio spesso".

Quali sono le mie scarpe da calcio preferite? "Da sempre le Predator, mi innamorai a 14 anni perché le portavano i miei idoli".

Cosa si sente a giocare nella Fiorentina? "Prima di arrivare conoscevo quel che avevo visto della Champions, di Batistuta, di Rui Costa. Ma non conoscevo i fiorentini: una volta che sono arrivato qua ho capito quanto sia importante questa maglia per Firenze".

La punizione che tirata contro la Juve? "Che domanda cattiva, non la tirai bene (ride, ndr). Purtroppo fummo eliminati, ma sono cose che capitano".

Differenze tra giocare nella Fiorentina o nel Real? "I blancos sono la squadra in cui volevo giocare per tutta la carriera sin fa quando ero piccolo ed ha una storia di grandi vittorie. Firenze invece è una piazza in cui la gente vive di Fiorentina. Entrambe sono esperienze uniche".

Quanto sente l'affetto dei tifosi viola? "Questo ha contato nella mia scelta di tornare per chiudere la carriera a Firenze. E' una conseguenza dell'affetto che la gente mi ha dato, un modo banale forse di ripagarlo: dare tutto quel che ho nelle gambe, per poi viverla da persona normale e non giocatore".

Il 4-2 alla Juventus? "E' diventata una delle partite più speciali della Fiorentina, ci chiamano provinciali ma non mi importa perché i boati che sentii ai gol non li dimenticherò mai".

Pentito di aver lasciato la Fiorentina? "No, perché è quello a cui mi hanno costretto in quei giorni lì. Chi comandava ha dato i poteri a una persona cui non stavo simpatico, quindi ho scelto la via d'uscita migliore per non fare danni. Fortunatamente ho avuto l'occasione di tornare".

Rapporto con i compagni e soprattutto con Vlahovic? "Un grande rapporto con tutti, magari anche perché essendo più grande mi vedono come un riferimento. Mi fa piacere essere ascoltato, Dusan è uno che vuole imparare molto, giovane e con tantissime prospettive. Mi auguro diventi un giocatore fenomenale".

Gli ESports? "Non li pratico molto, sono rimasto alla Play1 (ride, ndr)... Ma ai miei bambini gli piace giocarci ogni tanto".

Alvaro Valero alla Fiorentina in futuro? "Il calcio lo appassiona e vorrebbe in futuro diventare giocare, se c'è la possibilità. Ma gli ho detto che a me importa che diventi una bella persona, educata e rispettosa degli altri, a prescindere dal suo mestiere".

Qualche racconto del dietro le quinte in squadra? "Ce ne sono stati tanti di momenti bellissimi a Firenze, sono cose che rimangono dentro lo spogliatoio però. Sarò antico, ma la vivo in questo modo. Quando c'è da divertirsi, lo facciamo bene".