Auguroni Claudio!

Auguroni Claudio!

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In occasione del suo ottantesimo compleanno, l'Associazione Glorie Viola ha intervistato Claudio Bandoni, ex portiere della Fiorentina campione d'Italia nel 1969.

Bandoni, che legame ha con Firenze e con la Fiorentina?

«Ho un legame fortissimo con la città e voglio bene alla Fiorentina. Ho tanti amici a Firenze, che rivedo volentieri quando mi è possibile. In carriera ho girato molte squadre, ma devo dire che soltanto le Glorie Viola festeggiano i compleanni degli ex compagni, fanno cene e si riuniscono con una tale frequenza. Ed è una cosa bellissima, perché rivedere gli amici con i quali ho condiviso tante belle cose mi riempie il cuore. Di questo devo ringraziare Moreno Roggi, Roberto Romoli, Alberto Panizza, Marco Vichi e tutta l'Associazione... Grazie davvero!».

Cosa ha significato per un toscano come lei ricevere la chiamata della Viola?

«La Fiorentina è stata la mia squadra d'infanzia, Sarti è sempre stato il mio idolo, quindi può immaginare la mia felicità. È stata una tappa importante della mia carriera».

Come descriverebbe la sua avventura in riva all'Arno?

«Sono stati tre anni (dal 1969 al 1971, ndr) belli e sofferti al tempo stesso. Belli perché eravamo forti e vincemmo lo Scudetto; sofferti perché ero abituato ad essere titolare e arrivare a Firenze e fare la riserva del grande Superchi un po' mi faceva soffrire».

Cosa avrebbe fatto Claudio Bandoni se non avesse sfondato nel mondo del calcio?

«Bella domanda! Ho una vera passione per il ciclismo, è uno sport durissimo ma avvincente. Forse avrei fatto il ciclista, se non avessi avuto fortuna con il pallone. A proposito, ad ottobre andrò in bici da Verona a Napoli per assistere alla gara tra partenopei e scaligeri. Farò certamente tappa anche a Firenze per salutare tutti gli amici, quindi ci vedremo presto!».

Intanto buon compleanno! E a presto allora...

«Grazie mille a tutti! A presto!».

Intervista di Giacomo Cialdi

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