AUGURI ALBERTO!

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Novant’anni di uno dei miti assoluti, Alberto Orzan. L’unico del gruppo del "dream team" 1956, insieme a Sergio Carpanesi (all'epoca dei fatti giovane ventenne e presente soltanto in due occasioni), ancora in vita, ed un pezzo di storia meraviglioso, a rappresentare il ciclo più bello della Fiorentina di ogni tempo. Perché Alberto Orzan non solo è, oggi, insieme a Sergio Carpanesi, l’ultimo testimone di quel gruppo di campioni, ma anche l’unico che da protagonista attraversò tutto quel periodo eccezionale, dall’estate del 1955, con lo scudetto poi vinto con cinque giornate di anticipo, fino alla doppia sfida con i Rangers Glasgow nella primavera del 1961, alla fine della quale alzò, da capitano, la prima Coppa delle Coppe vinta da una squadra italiana, e a ad oggi l’unica vinta dalla Fiorentina. Stiamo parlando di un signore nato in Friuli, a San Lorenzo di Mossa, in provincia di Gorizia, che nella sua lunga carriera con la maglia viola vinse uno scudetto (probabilmente uno dei più trionfali vinti da una squadra in Serie A), una Coppa Italia, ed una Coppa delle Coppe, giocando poi altre due finali di Coppa Italia ed un’altra finale di Coppa delle Coppe, e soprattutto una finale di Coppa dei Campioni: un record straordinario, forse irripetibile.

Il ragazzo cresciuto sull’Isonzo arrivò ventitreenne a Firenze direttamente dall’Udinese, squadra con cui aveva esordito in Serie A; giunse sull’Arno assieme ad un giovanissimo compagno, vero colpo di mercato del calcio italiano degli anni cinquanta, il ventenne Beppe Virgili, che veniva considerato da tutti come predestinato bomber del calcio italiano. Alberto invece era un difensore, che venne poi impostato poi come centromediano sistemista, secondo le modalità difensive dal secondo dopoguerra in Italia. Bravo tecnicamente, attento di testa, molto atletico ed anche elegante, in un gruppo di giocatori che della qualità faceva il punto di forza. Ma a queste qualità univa quella di essere molto forte tatticamente, trovando così in Bernardini, il più grande tecnico europeo dell'epoca, un estimatore straordinario. Già nella prima Fiorentina di Orzan, nel Campionato 1954-1955, la difesa è il punto di forza: i due terzini più forti del calcio italiano (Magnini e Cervato) con una cerniera centrale che gioca a memoria, Beppe Chiappella e Francesco Rosetta. Il primo anno Alberto gioca quando manca uno di questi quattro, ma dalla ventunesima giornata del Campionato 1955-1956, nella fondamentale vittoria di San Siro contro l’Inter, diventa titolare accanto al capitano Chiappella, non uscendo più dagli "undici" per altri sei anni, e divenendo poi, a sua volta, capitano. Bernardini, in realtà, ha stravolto il "Sistema", facendo, in un meccanismo oliatissimo, scivolare Chiappella da mediano a supporto del difensore centrale, ed inventando una sorta di libero o regista difensivo che permette ai difensori di essere sempre protetti. Orzan prende quindi il posto di Rosetta e diventa, accanto a Beppe Chiappella, uno dei difensori italiani più forti. L’anno successivo allo scudetto guida la difesa della Fiorentina nella sfortunata finale di Coppa dei Campioni a Madrid (il match più importante giocato dalla Fiorentina nella sua storia), e sfiora lo scudetto nel 1959, portando comunque la Viola al secondo posto, come nei due anni precedenti e nell'anno successivo. Partiti Rosetta, Cervato, Magnini, e con Chiappella ormai a fine carriera (quasi una sorta di allenatore giocatore), Orzan, da titolarissimo, battezza le nuove leve della difesa e della mediana viola: i due grandi terzini Robotti e Castelletti, e poi Marchesi con Rimbaldo e Gonfiantini, fino agli esordi del nuovo fenomenale numero uno, il giovanissimo Enrico Albertosi, già in Nazionale ancorché "chiuso" in viola dall’altrettanto immenso Giuliano Sarti. Proprio con questi compagni guida la linea arretrata nelle due grandi notti del 17 e del 27 maggio 1961 in finale contro gli scozzesi dei Rangers, alzando poi la Coppa delle Coppe alla sua prima edizione. Gioca titolare anche le due finali dell’anno successivo contro l’Atletico Madrid, più sfortunate, ma comunque nella storia. E sempre a proposito di Coppe, dopo i tentativi in finale del 1958 e 1960, riesce anche ad alzare la Coppa Italia, incredibilmente solo due settimane dopo la Coppa delle Coppe, sempre nel 1961.  Deciderà di scegliere per sempre Firenze, sposandosi qua e seguendo la Fiorentina in ogni momento: Alberto Orzan, testimone protagonista assoluto di un tempo irripetibile.

Auguri Alberto, buon compleanno!

Fabio Incatasciato, Collaboratore Associazione Glorie Viola