Antonello, tantissimi auguri!

Antonello, tantissimi auguri!

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Oggi compie 70 (settanta) anni Antonello Cuccureddu, nato ad Alghero (SS) il 4 ottobre 1949, in forza alla Fiorentina dal 1981 al 1984. Antonello iniziò a giocare a calcio in una squadra giovanile della sua città natale, la Rinascita, dalla quale passò al Fertilia, ove si mise in particolare evidenza, tanto che all'età di diciassette anni venne acquistato dalla Torres Sassari per la cifra di due milioni di lire. Anche nella sua nuova squadra Antonello si fece valere, e si conquistò il posto di titolare, disputando trentaquattro partite nel Campionato di Serie C 1967-1968. Fu un ottimo Campionato quello di Antonello (che venne stabilmente impiegato in qualità di centrocampista), e nell'estate 1968 egli venne acquistato per la cifra di trenta milioni di lire dal Brescia, appena retrocesso in Serie B. Nelle "rondinelle" il calciatore sardo, all'epoca dei fatti appena diciannovenne, disputò ventidue partite di Campionato, e contribuì attivamente all'immediato ritorno in Serie A della squadra lombarda. Poi, nel cosiddetto "mercatino di riparazione" che a quel tempo si svolgeva nel mese di novembre, e, più precisamente, nel novembre 1969, il grande salto: Antonello, all'età di venti anni appena compiuti, venne acquistato dalla Juventus per la somma di trecentocinquanta milioni di lire, ed ebbe così iniziò il lungo periodo juventino che costituì il fulcro della sua carriera. Con la maglia bianconera, infatti, Antonello disputò ben dodici stagioni, dal 1969 al 1981, nelle quali giocò complessivamente quattrocentotrentaquattro partite ufficiali, e realizzò trentanove gol, contribuendo alla conquista di sei scudetti, di una Coppa Italia, e di una Coppa Uefa. Nella sua lunga militanza nella Juventus, Antonello ha sempre goduto della massima fiducia da parte degli allenatori che si sono succeduti alla guida della squadra, i quali lo hanno impiegato quale difensore puro (terzino o stopper), quale centrocampista difensivo (mediano), quale mezzala, ed anche quale ala tornante: insomma, un vero e proprio "jolly", un calciatore di grande sostanza, fisicamente possente, che ben difficilmente sbagliava partita, e che era in grado di assicurare alla squadra copertura difensiva e proiezioni offensive, oltre ad un certo numero di gol che ogni anno egli riusciva a realizzare grazie ad una delle migliori caratteristiche del suo repertorio, un tiro potentissimo e preciso, che sfruttava anche nei calci di punizione. Antonello, insomma, era un vero e proprio calciatore universale, massimamente affidabile, e proprio per le sue caratteristiche eclettiche era molto difficile che gli allenatori rinunciassero a lui (ed infatti, nel corso degli anni, si alternarono in panchina i vari Cabrini, Gentile, Spinosi, Morini, Furino, Gori, Capello, ed Altafini, mentre lui era stabilmente in campo). Naturale, quindi, date tutte queste sue caratteristiche, che Antonello suscitasse l'interesse del Commissario Tecnico della Nazionale italiana Enzo Bearzot, il quale lo fece esordire a Varsavia, contro la Polonia, in una gara che si disputò il 26 ottobre 1975, valida per le qualificazioni al Campionato europeo del 1976. Nell'estate 1981 la Fiorentina, impegnata nella costruzione di una squadra di altissima classifica, si interessò al calciatore sardo, ormai trentaduenne, ma comunque sempre valido, per rafforzare il reparto difensivo ed aggiungere allo stesso un tocco di esperienza. Fu così che - raggiunto l'accordo con la Juventus - Antonello si trasferì in riva all'Arno, sottoscrivendo un contratto triennale. Il primo anno in viola fu particolarmente sfortunato: Antonello giocò le prime due partite di Campionato, e poi subì - in allenamento - un serio infortunio che lo tenne lontano per più di quattro mesi dai campi di gioco; cosicché disputò complessivamente soltanto undici partite in quello sfortunatissimo Torneo 1981-1982, che si concluse con il ben noto "scippo" di Cagliari. Andò meglio il successivo Campionato 1982-1983, nel quale Antonello venne impiegato in ventitré occasioni, sia in qualità di difensore che in qualità di centrocampista, mentre nel successivo Campionato 1983-1984, anche a seguito di continui infortuni, il calciatore sardo scese in campo soltanto per tre volte. Lasciata Firenze nell'estate 1984, Antonello si accasò al Novara, ove disputò il Campionato di Serie C/2 1984-1985, al termine del quale decise di appendere le scarpe al chiodo, così concludendo la sua brillante carriera di calciatore. In seguito, Antonello intraprese l'attività di allenatore, che iniziò nelle squadre giovanili della Juventus, e che poi proseguì, a livello professionistico, nell'Acireale, nella Ternana, nel Crotone, nell'Avellino, nella Torres, nel Grosseto, nel Perugia, e nel Pescara, squadre nelle quali riportò in più occasioni la vittoria finale nel Campionato. Nei suoi tre anni di Fiorentina, durante i quali mostrò un'impeccabile serietà professionale, Antonello disputò complessivamente soltanto trentasette partite di Campionato, anche e soprattutto a causa di ripetuti infortuni che ne limitarono fortemente l'impiego; resta - soprattutto - il grande rimpianto del lungo infortunio patito nel settembre 1981, che lo tenne fuori squadra per più di quattro mesi, durante i quali la sua presenza avrebbe potuto essere molto utile al reparto difensivo della squadra viola, ed avrebbe potuto fruttare qualche punto in più in un Torneo che si decise sul filo di lana. Noi, comunque, lo ricordiamo con stima e con simpatia, e lo ringraziamo per avere onorato la maglia viola quando è stato chiamato ad indossarla. Auguri "Cuccu", buon compleanno!

Roberto Romoli, Vice Presidente Associazione Glorie Viola

 

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