FIORENTINA, C’È DA AVER PAURA...

FIORENTINA, C’È DA AVER PAURA...

576VISUALIZZAZIONI

Se il parametro per valutare una squadra fosse la sofferenza che provoca nei tifosi, costretti a patire fino all’ultimo istante, questa Fiorentina sarebbe tra le prime in classifica. Perché anche in una giornata in cui la partita si mette bene, con un vantaggio trovato grazie alla rete di Quarta, i ragazzi di Prandelli trovano il modo di complicarsi la vita da soli, facendosi rimontare e superare, per poi nel finale pareggiare (più per demeriti del Parma, diciamolo chiaramente). Questa squadra non va, oramai è sotto gli occhi di tutti. Va bene che mancavano interpreti importanti quali Castrovilli e Ribery, ma anche ieri è sceso in campo un gruppo impaurito, fragile, senza idee e senza grinta. E se in uno scontro diretto per la salvezza questo è il meglio che la Fiorentina sa offrire, c’è davvero da preoccuparsi per il proseguo del campionato. Anzi, c’è proprio da aver paura. Perché la forte sensazione, ormai divenuta una certezza, è che si possa perdere contro chiunque. Anche contro chi, come il Parma, è sotto in classifica.

È inutile soffermarsi sui giudizi individuali - ieri, a mio parere, si salvano i tre centrali di difesa e Vlahovic per l’impegno -, così come sull’allenatore: se il problema fosse da ricercare nei singoli, la soluzione sarebbe fin troppo facile. Abbiamo appurato, anzi, che il problema sta nell’insieme: un gruppo di buoni giocatori, ma costruito male, con evidenti lacune, indebolito - sicuramente non rinforzata - dal mercato di gennaio. Per questi motivi, oggi, diventa difficile capire come si possa uscire dalle sabbie mobili. C’è solo da sperare che la squadra riesca a tirar fuori gli attributi fin qui troppo spesso mancanti, e che chi sta dietro la Fiorentina le dia una mano. Altrimenti è veramente dura, a partire dalla trasferta di Benevento. Ancora una volta, e più che mai, una finale.

Articolo di Giacomo Cialdi