La fine dell'era Della Valle. A Firenze arriva Rocco Commisso!

La fine dell'era Della Valle. A Firenze arriva Rocco Commisso!

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Qualche ora e sarà ufficiale la fine dell'era Della Valle a Firenze.

Partiamo dalla conclusione: la storia che non c'erano acquirenti era una bischerata. Ci sono e c'erano, a cifre congrue al valore della società. Questo perché quando compri la Fiorentina compri Firenze, un marchio famoso nel mondo, sinonimo di bellezza e civiltà.

Ricordo il giorno in cui i fratelli Della Valle sono arrivati. Ero al mare, ero solo un ragazzino cresciuto con le gesta di Batistuta e Rui Costa, e neanche sapevo chi fossero i Della Valle. E non m'importava: a me bastava sapere che la mia Fiorentina sarebbe rinata. E così è stato. Ricordo l'entusiasmo e le speranze, i sogni di quei giorni.

Questi 17 lunghi anni li ho vissuti in parte da "semplice tifoso" e in parte cercando di fare il giornalista, conoscendo personalmente e incontrando spesso ADV, Cognigni e Corvino, tentando di mantenere sempre equilibrio e obiettività nelle mie analisi, beccando per questo infamate da una parte e dall'altra. E oggi, alla conclusione di un'era, nel dibattito tra Della Valle sì / Della Valle no, tra chi li ringrazia e chi li odia, penso che la verità sia nel mezzo. Credo che non si possa fare a meno di sottolineare le cose buone: ho visto il ritorno in Serie A e i quarti posti; ho goduto con Mutu, Toni e Frey, Giuseppe Rossi, Borja Valero e Pizarro; sono andato a Monaco (e me l'hanno rubata), ho vinto a Liverpool, ho disputato la Champions League, ho giocato semifinali di Europa League e una finale di Coppa Italia... E di questo credo si possa e si debba ringraziare la proprietà uscente. Ma come spesso accade, c'è anche il rovescio della medaglia: l'assenza di trofei in bacheca, la sensazione di essere sempre in debito con loro perché "loro ci hanno salvati", la mancanza di empatia con la città e la tifoseria, la mancanza di chiarezza e gli errori di comunicazione, gli ultimi anni di autofinanziamento duro e puro, con le conseguenti stagioni anonime e il conflitto tra tifosi. Di tutto questo sono responsabili Diego e Andrea Della Valle in primis, Mario Cognigni e Pantaleo Corvino poi... Errori che Firenze non può perdonare. Andrea è senza dubbio la parte passionale della proprietà, l'unico che ci ha sentito per la Viola dal primo all'ultimo giorno, quello più dispiaciuto oggi, forse quello meno responsabile della situazione in cui ci troviamo.

La parabola è iniziata con la zampa d'oca di Mario Gomez, acquisto che avrebbe dovuto assicurare gol e piazzamenti e che invece, di fatto, ha dissestato i conti e spento tutti gli ardori della proprietà. Poi c'è stato il famoso gennaio 2016, quando le richieste di Sousa, con la Fiorentina in testa alla classifica, furono completamente bypassate. Quella è stata la vera rottura, il punto di non ritorno.

Nel bilancio dei 17 anni, quindi, ci sono diverse luci e tantissime ombre, e un rapporto che oramai non era più ricucibile. Per questo l'arrivo di Rocco Commisso dev'essere accolto con entusiasmo: perché è l'unica soluzione possibile. I Della Valle non hanno mai capito fino in fondo i fiorentini, e forse i fiorentini non hanno capito i Della Valle. E come spesso accade nei matrimoni in cui le incomprensioni e i litigi sono all'ordine del giorno, è giusto che marito e moglie si separino per il bene dei figli (la Fiorentina).

E quindi veniamo alla nuova proprietà. Come ho già detto e scritto, temo sia sbagliato aspettarsi che un imprenditore, per quanto ricco (ha un patrimonio personale che è tre volte quello dei DV!), acquisti una società di calcio per gettare soldi dalla finestra. Quel tipo di calcio è finito. Al tempo stesso, però, sono sicuro che un uomo di successo come lui non possa neanche pensare di spendere 165/180 mln e venire a Firenze per fare il comprimario, per galleggiare nella mediocrità. Quindi mi aspetto che vengano cancellati i parametri e i vari paletti a cui siamo abituati; mi aspetto investimenti, una squadra competitiva per l'Europa, e il tentativo di trattenere Federico Chiesa e passi avanti sullo stadio. E mi aspetto che i tifosi (favorevoli o meno al suo arrivo) e i media siano in grado di sostenerlo nei suoi primi giorni e mesi, che gli sia dato il tempo necessario per dimostrare le sue intenzioni e le sue ambizioni. Mettiamoci in testa che le cose si costruiscono mattone dopo mattone, che serve tempo e pazienza. Poi valuteremo il suo operato,applaudendolo o criticandolo.

A questo proposito, da giorni si sentono nomi e congetture. Penso che nessuno oggi possa sapere cosa ha in testa Commisso, se non gli uomini a lui più vicini. Personalmente, mi auguro che riparta dalla fiorentinità, dal legame che la città ha con giocatori, personaggi e uomini che hanno fatto il bene della Fiorentina: penso a Giancarlo Antognoni ovviamente, ma anche a Batistuta, e non solo. Commisso dovrà circondarsi di uomini di calcio, non ragionieri, persone di fiducia che faranno le sue veci, costruendo anzitutto una società solida. Giocatori, allenatore e direttore sportivo verranno di conseguenza. Spero riesca a riportare entusiasmo e unità in questa grande città e in questa fantastica tifoseria... e voglia di sognare in grande. IN BOCCA AL LUPO COMMISSO, IN BOCCA AL LUPO FIORENTINA!

Articolo di Giacomo Cialdi